Roma, sette arresti per traffico di droga, estorsione e sfruttamento della prostituzione

Smantellata organizzazione criminale con contatti in Sud America e con cartelli albanesi. Sequestrati 500 kg di hashish e armi da fuoco
Roma, 29 maggio 2026 – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone gravemente indiziate di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e sfruttamento della prostituzione. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
L’indagine, supportata da chat criptate e intercettazioni telefoniche e ambientali, ha smantellato un’organizzazione criminale capeggiata da due pregiudicati romani. Il sodalizio intratteneva contatti di alto livello con fornitori in Sud America per l’importazione di droga via aerea, con cartelli albanesi operanti nel Nord Italia e con figure apicali della criminalità organizzata romana e delle cosche calabresi.
L’operazione ha rivelato la gestione di quantità esorbitanti di stupefacenti: il gruppo trattava centinaia di chili di droga, arrivando a detenere in un solo episodio 500 chilogrammi di hashish e ingenti forniture di cocaina purissima dal valore di centinaia di migliaia di euro, in parte rinvenute e sequestrate in locali condominiali adibiti a magazzino.
Tra i fatti accertati figurano anche spedizioni punitive: per ottenere la restituzione di un debito di 20.000 euro maturato nel narcotraffico e nell’acquisto di autovetture, i vertici dell’organizzazione hanno ordinato il pestaggio di un loro collaboratore insolvente, che ha riportato gravi lesioni facciali e la perforazione di un polmone.
Emerso inoltre lo sfruttamento della prostituzione: i capi avevano messo a disposizione un appartamento a una donna tossicodipendente, costringendola a prostituirsi e a versare la quasi totalità dei proventi sessuali tramite ricariche Postepay, mentre uno dei sodali incassava una tariffa fissa di 50 euro per ogni cliente.
I Carabinieri hanno sequestrato una pistola a tamburo calibro 22 e munizioni. Nelle chat criptate, i vertici discutevano del procacciamento di armi da guerra, tra cui fucili d’assalto M4 con cannocchiale e fucili a pompa, con l’intento di eseguire agguati omicidiari contro esponenti di clan rivali.
Nel corso delle operazioni sono state arrestate altre due persone trovate in possesso di importanti quantitativi di cocaina e diverse armi. Il Nucleo Investigativo di Roma ha dato esecuzione anche a un decreto di sequestro preventivo di beni a carico della famiglia di uno dei due promotori dell’organizzazione, riguardante un’auto, una moto, quote societarie e carte Postepay utilizzate per veicolare i profitti derivanti dallo spaccio e dallo sfruttamento della prostituzione.








