Confisca da 5 milioni a imprenditore di Cassino per usura ed estorsione

La Guardia di Finanza esegue il sequestro definitivo di beni intestati fittiziamente a familiari e prestanome
Frosinone, 20 maggio 2026 – La Guardia di Finanza di Frosinone ha eseguito la confisca definitiva dei beni riconducibili a un imprenditore di Cassino, operante nel settore del commercio di prodotti ittici e della ristorazione, per un valore complessivo di quasi 5 milioni di euro. Il provvedimento è stato confermato dalla Suprema Corte di Cassazione e riguarda un patrimonio costituito da immobili, società e disponibilità finanziarie accumulati attraverso condotte criminali protrattesi per oltre 12 anni.
Nel gennaio 2023, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore per i reati di usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività creditizia. Contestualmente era stato disposto il sequestro di disponibilità finanziarie e di un ingente patrimonio immobiliare, intestato fittiziamente a familiari e prestanome.
Nel giugno 2023, il Tribunale di Cassino ha condannato l’imprenditore a quattro anni e due mesi di reclusione, disponendo la confisca dei beni e delle disponibilità finanziarie. Le indagini avevano accertato che il soggetto aveva esercitato le proprie attività illecite nei confronti di decine di vittime, quasi tutte esercenti attività commerciali in evidente stato di bisogno, condizione aggravata dalla crisi economica dovuta alla pandemia e alla crisi energetica.
L’imprenditore aveva fissato il centro operativo presso una delle attività commerciali a lui riconducibile, ma intestata a prestanome, dove avvenivano le erogazioni e le restituzioni del denaro. Le indagini di prevenzione della Finanza, estese anche al coniuge, alla figlia, ai prestanome e alle società nella sua disponibilità, hanno evidenziato una rilevante sproporzione tra le risorse di cui il soggetto e il suo nucleo familiare potevano disporre e il valore dei beni acquisiti.
Il Tribunale di Roma – Sezione III Penale, Sezione specializzata Misure di Prevenzione, nel febbraio 2024 aveva già disposto il sequestro dell’intero patrimonio su richiesta della Procura di Cassino. Il patrimonio confiscato comprende nove locali commerciali, otto appartamenti, sei locali ad uso garage e deposito, cinque terreni, due autovetture, il valore commerciale delle società per 2.530.000 euro e disponibilità finanziarie per 344.681 euro. All’imprenditore è stata inoltre confermata la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni.







