Polizia di Stato

Corruzione negli appalti pubblici a Reggio Calabria, quattro arresti

La Polizia di Stato esegue un’ordinanza di custodia cautelare. Coinvolti due pubblici ufficiali del Comune e due imprenditori

Reggio Calabria, 19 maggio 2026 – La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria. L’ordinanza riguarda quattro indagati accusati di diversi episodi di corruzione commessi nell’ambito della gestione degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni. Si tratta di due pubblici ufficiali dipendenti dal Comune di Reggio Calabria e di due imprenditori reggini, amministratori di due società sottoposte a sequestro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, hanno ricostruito un sistema corruttivo operante all’interno del Settore Grandi Opere e Lavori Pubblici dell’ente comunale. Secondo il Giudice, il sistema si fondava su procedure amministrative manipolate e comportamenti antigiuridici. Agli investigatori si sono affiancati anche specialisti del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine inviati da Roma.

Le indagini si sono concentrate sulle procedure di affidamento dei lavori pubblici. Gli investigatori hanno ipotizzato che due dipendenti pubblici, asservendo la loro funzione agli interessi di soggetti privati, avrebbero tratto indebiti profitti personali muovendosi nelle maglie della burocrazia locale.

Un caso emblematico riguarda la gestione dell’appalto relativo a un ex cinema della zona, con la demolizione di un immobile destinato alla costruzione di un polo museale. Nel corso di questa procedura, uno dei pubblici ufficiali si sarebbe attivato a favore dell’impresa aggiudicatrice, accelerando l’emissione degli Stati di Avanzamento dei Lavori, fondamentali per i pagamenti al privato, nonché approvando e liquidando le varianti di progetto.

L’attività investigativa ha consentito di videoregistrare diverse consegne di denaro dai privati ai pubblici ufficiali. È stato disposto anche il sequestro preventivo delle due società, ritenute strumentali alla commissione dei reati e dirette beneficiarie dei profitti derivanti dalle corruzioni.

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