Carabinieri

Cinque piantagioni di marijuana scoperte nei boschi calabresi: oltre mille piante, due arresti

Operazione dei Carabinieri tra Aspromonte e Preserre. Valore stimato superiore al milione di euro. Determinante il supporto dell’elicotteristica

Reggio Calabria, 20 settembre 2026 – I Carabinieri hanno scoperto cinque distinte piantagioni di marijuana occultate nei boschi dell’Aspromonte e delle Preserre Calabresi, in territori isolati e difficili da raggiungere. Complessivamente sono state individuate oltre mille piante di canapa indiana, con un valore potenziale stimato in più di un milione di euro sul mercato illegale. Due persone sono state arrestate durante l’operazione a Platì.

Le coltivazioni erano caratterizzate da piante alte oltre due metri, in avanzato stato di sviluppo e prossime alla raccolta. In più casi erano stati predisposti sistemi di irrigazione artigianali o automatizzati. L’operazione ha coinvolto i reparti territoriali, lo Squadrone Eliportato Cacciatori «Calabria» e l’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia.

A Platì, i militari della Stazione locale hanno individuato una piantagione composta da 251 piante. Durante l’intervento hanno sorpreso due persone mentre curavano e irrigavano le piante. I due sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Locri.

A San Luca, un’operazione coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Bianco e sviluppatasi nell’arco di tre giorni ha portato al rinvenimento di tre distinte piantagioni nascoste nella vegetazione aspromontana. Le tre coltivazioni erano costituite complessivamente da circa 700 piante in piena infiorescenza, alte fino a due metri e mezzo. Era stato predisposto un sistema di irrigazione artigianale per l’approvvigionamento idrico.

Nel territorio di Gioiosa Ionica è stata individuata un’ulteriore piantagione nelle Preserre Calabresi, composta da centinaia di piante di canapa indiana in pieno stato vegetativo, con altezze prossime ai due metri. L’area era talmente impervia da non consentire l’avvicinamento dei mezzi: i militari hanno proseguito per circa due ore di cammino a piedi lungo sentieri difficilmente percorribili. Anche questa coltivazione era dotata di un impianto di irrigazione automatizzato.

L’operazione si inserisce nel dispositivo di contrasto alla produzione e al traffico di stupefacenti messo in campo dall’Arma, con particolare attenzione alle aree rurali e montane utilizzate per occultare coltivazioni illecite. La sinergia tra le componenti territoriali, lo Squadrone Eliportato Cacciatori e il comparto aereo ha consentito di operare efficacemente in contesti complessi.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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