Polizia di Stato

Bologna, operaio ventitreenne liberato: tre arresti per sequestro

Blitz della Squadra Mobile a San Lazzaro di Savena. Vittima rapita il 1° settembre, liberata il 2 dopo trattativa per riscatto.

La Polizia di Stato di Bologna ha liberato un operaio ventitreenne tenuto in ostaggio e arrestato tre persone accusate di sequestro di persona. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bologna, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, in collaborazione con il Tribunale dei Minorenni.

Nella tarda serata del 1° settembre 2026, la fidanzata e un amico della vittima hanno contattato la Polizia di Stato segnalando l’impossibilità di mettersi in contatto con il giovane residente in provincia. I contatti con l’utenza erano stati interrotti e successivamente ripresi su richiesta esplicita dei sequestratori attraverso specifiche applicazioni di difficile intercettazione. Nel corso di questi contatti notturni, il ventitreenne ha riferito all’amico di essere stato rapito, caricato con la forza su un mezzo, legato ai polsi con fascette, percosso e condotto in un casolare in mezzo ai boschi. La sua liberazione era condizionata al pagamento, in contanti e con modalità da definire, di una significativa somma di denaro.

Le prime attività investigative si sono concentrate nel Comune di San Lazzaro di Savena, dove i sequestratori hanno richiesto l’abbandono di uno zainetto contenente il riscatto in aperta campagna. Sul luogo isolato indicato per l’abbandono dello zaino, la Squadra Mobile ha predisposto un imponente dispositivo operativo. L’intervento ha consentito di rintracciare e liberare il rapito mentre era condotto in auto da uno dei presunti sequestratori, che è stato bloccato e tratto in arresto il 2 settembre 2026.

Le successive attività investigative, protrattesi ininterrottamente per l’intera giornata, hanno permesso di rintracciare e arrestare i due presunti complici. Gli arrestati sono tre giovani: due di classe 2003 e 2006, di cui uno di origine moldava e uno di nazionalità italiana, e un minore di età inferiore ai 18 anni. La vittima ha riportato lesioni da percosse, anche con un machete fortunatamente utilizzato non dal lato della lama, giudicate guaribili in 31 giorni.

Sono in corso approfondimenti coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale, dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dal Tribunale dei Minorenni al fine di chiarire il perimetro in cui è maturato il fatto, ragionevolmente riconducibile a contesti collegati al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti. Una conferenza stampa è stata prevista per le 11:00 presso la sala riunioni della Questura di Bologna, con la partecipazione del dirigente della Squadra Mobile Guglielmo Battisti e di Michele D’Alonzo, responsabile della sezione criminalità organizzata.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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