Guardia di Finanza

Napoli, sequestro di 3 milioni di euro a imprenditore per disastro ambientale

Il Tribunale ha disposto il vincolo su beni e disponibilità finanziarie. Indagato per abbandono di rifiuti in ex cava del Parco Metropolitano

Napoli, 4 settembre 2026 — Il Tribunale di Napoli ha eseguito un sequestro preventivo di beni per 3 milioni di euro nei confronti di un imprenditore operante nei settori dell’edilizia, del movimento terra e della gestione dei rifiuti. L’ordinanza è stata emessa in accoglimento degli appelli della Procura della Repubblica — Sezione V Ambiente, Edilizia, Urbanistica. L’operazione è stata condotta nella mattinata odierna da militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Napoli, dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale — Nucleo Operativo Ecologico di Napoli e dalla Polizia Locale di Napoli — Unità Operativa Avvocata.

Le indagini hanno ricostruito l’utilizzo sistematico dell’«ex cava Suarez», ubicata nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli e sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale, per l’abbandono e l’interramento di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi provenienti da cantieri. Il sito era stato affidato a una società riconducibile all’imprenditore per interventi di recupero e ripristino ambientale, ma sarebbe stato invece utilizzato per lo smaltimento illecito.

Gli accertamenti tecnici hanno stimato la presenza di 146.000-176.000 metri cubi di rifiuti, tra cui materiali da costruzione e demolizione, idrocarburi e metalli pesanti. Arpac e Ispra hanno stimato in 3 milioni di euro il costo per la rimozione di soli 8.000 metri cubi di materiale. Dalle investigazioni è emersa inoltre la mancata esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e ripristino ambientale prescritti dalle autorità competenti.

Per i reati di inquinamento e disastro ambientale è già divenuta definitiva una sentenza di patteggiamento a 4 anni di reclusione, con conversione della pena in detenzione domiciliare, condizionata all’esecuzione delle operazioni di ripristino ambientale. Nel giugno 2021 il Gip aveva già disposto il sequestro preventivo di beni per 3 milioni di euro. Nel maggio 2024 erano stati disposti gli arresti domiciliari dell’indagato e il sequestro di autocarri e mezzi. Nel 2025 il Tribunale aveva disposto il dissequestro, ma il Tribunale del Riesame, accogliendo gli appelli della Procura, ha nuovamente disposto il sequestro preventivo.

Le indagini patrimoniali hanno individuato disponibilità finanziarie, veicoli, quote societarie e terreni ubicati nei comuni di Napoli e Cassino (Fr), fino a concorrenza dell’importo sottoposto a vincolo.

Video del comunicato

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