Gioco d’azzardo in Italia, continuano i controlli a tappeto della Guardia di Finanza

Napoli, 24 Apr – Il governo italiano prosegue nella sua lotta al gioco d’azzardo illegale. Se il sistema legislativo del nostro Paese può essere criticato per i suoi limiti di azione nella prevenzione alla ludopatia, non si può certo contestare la tenacia in cui contrasta l’illegalità. Con azioni costanti volte a proteggere i giocatori e gli esercenti, in un mercato dall’alto valore. Anche online.

L’ultimo blitz della Guardia di Finanza è arrivato a Napoli, dove è stata scoperta un’attività illegale nei sotterranei di un mini-casinò. Il gestore del locale aveva stabilito un piccolo centro con new slot e apparecchi non segnalati all’autorità locale, che infatti non aveva fornito l’autorizzazione. In questo modo il gestore poteva impostare la percentuale di vincita e di restituzione del denaro a suo piacimento, non essendo controllato dallo Stato. I giocatori erano attratti dalla possibilità di una scommessa senza la presenza dello Stato, erroneamente visto come un ostacolo alla vincita perché trattiene una parte del guadagno dei gestori. In realtà questo non influisce sull’algoritmo che calcola il risultato della giocata sulla slot, ma non tutti ne sembravano consapevoli. È finita allo stesso modo in un centro scommesse in provincia di Salerno, dove sono stati rinvenuti sei apparecchi installati senza autorizzazione.

I blitz nelle località campane proseguono la lotta portata avanti dallo Stato in diverse zone d’Italia. A Torino il 2016 ha visto 100 controlli nelle diverse case da gioco, di cui soltanto 30 sono state trovate a regola. Il risultato finale è stato un deficit da mezzo milione di euro per le casse dell’erario, portando a 42 sequestri amministrativi e 620 penali. In Basilicata gli interventi sono stati 21, decisamente meno rispetto al capoluogo piemontese. Certo anche per una minore presenza di centri scommesse, essendo la regione al terzultimo posto nella graduatoria nazionale. Qui sono state riscontrate irregolarità nel 10% dei casi, una percentuale più rassicurante. I controlli dello Stato non si limitano però al settore live, andando a proteggere un ramo in forte crescita: l’online.

La distinzione tra legale e illegale è resa semplice dalla presenza del marchio AAMS, applicato soltanto ai siti che superano gli standard imposti dallo Stato. In termini pratici, che pagano le imposte dovute e garantiscono regolarità nei pagamenti e nelle percentuali di vincita. Oltre che nel payout, che per l’online è più alto in specialità come le slot machine. Il mercato su internet è molto più giovane del live, essendo nato soltanto nel 2011 in Italia. Secondo un articolo pubblicato da Freeslotmachine.it, poco più di cinque anni sono bastati per superare l’asticella del miliardo di euro, per una spesa media di 111 euro per giocatore. Il risultato è effetto del lavoro dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che hanno rintracciato circa 6.000 siti “.com”, fuori dal dominio legale. Il volume di gioco non è quindi aumentato, ma è stato spostato entro i confini della legalità. Grazie a questi numeri lo Stato ha potuto incassare 284 milioni di euro dall’online nel 2016, con la fondata speranza di veder aumentare gli introiti nel 2017. Soprattutto se l’azione degli enti locali contro slot machine e mini-casinò dovesse diventare più efficace. Tempi duri per il gioco illegale, messo alle strette da un’organizzazione, in questo settore sì, invidiato da tutta l’Europa.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.