Polizia penitenziaria: governo reperisce risorse per il Corpo. SAPPE: procedere ad assunzioni

polizia-penitenziaria2015Roma, 7 mag – «Giudico positivamente la notizia, riferita dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando in occasione dell’Annuale della Polizia Penitenziaria, di un emendamento del Governo al disegno di legge relativo al processo penale che individua risorse economiche per il Corpo. L’auspicio è ovviamente quello che abbia esito positivo la sua approvazione. Per porre un primo rimedio alle accennate consistenti carenze dell’organico della Polizia Penitenziaria si potrebbero far scorrere le graduatorie degli idonei non vincitori dei precedenti corsi da Agente e bandire un concorso pubblico, aperto a tutti e quindi non solo agli ex militari, che permetterebbe di avere in servizio Personale più giovane anagraficamente».

Lo sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Il Sappe ritiene «assolutamente necessaria e non più rinviabile una complessiva e organica riforma del Corpo, indispensabile al riassetto gerarchico e funzionale della Polizia Penitenziaria a quasi 25 anni dalla precedente riforma. Auspico che le procedure di riqualificazione del Personale, annunciate dal Guardasigilli, ravvisino la necessità di riallineare i ruoli dei vice Sovrintendenti, dei vice Ispettori e dei vice Commissari della Polizia Penitenziaria, oggi penalizzati rispetto ai pari grado della altre Forze di Polizia, per rendere le progressioni di carriera davvero in linea e senza più alcuna differenziazione a seconda del Corpo di appartenenza. Anche il ruolo degli Agenti ed Assistenti, che oggi termina alla qualifica di Assistente Capo, deve prevedere un avanzamento di merito, visto che proprio questi ultimi sopperiscono spesso alle carenze di Sovrintendenti ed Ispettori ed assumono le funzioni di Coordinatori, Capi Scorta, responsabili della Sorveglianza Generale delle carceri. E’ insomma necessaria una nuova e non più rinviabile riforma della Polizia Penitenziaria, partendo anche dalla necessità di istituire, nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, una Direzione generale del Corpo sulla cui ragion d’essere ogni giorno di più siamo fermi e convinti sostenitori».

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