Latina: agente polizia penitenziaria uccide la moglie e si suicida

grasso-zaccariRoma, 11 nov – Era stato appena trasferito nel carcere di Velletri dal Nord Italia, dove prestava servizio. Ieri, Antonino Grasso di 38 anni, Assistente Capo di Polizia Penitenziaria, ha ucciso con l’arma d’ordinanza la moglie, Tiziana Zaccari di 35 anni, e si è tolto successivamente la vita. La tragedia davanti ai due figli della coppia, due maschietti di otto e sei anni che sono fuggiti chiedendo aiuto ai vicini. La vittima aveva denunciato il coniuge alle forze dell’ordine per maltrattamenti. E proprio da allora aveva deciso di lasciarlo.

«E’ una altra terribile e agghiacciante tragedia che coinvolge appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Allo stato non si conoscono ragioni e motivazioni di questo grave fatto di sangue, ma mi limito ad osservare che è il secondo suicidio di un poliziotto in soli tre giorni. Dall’inizio dell’anno, poi, altri casi sono avvenuti 2 volte ad Ariano Irpino e Padova e poi, ancora, a Vibo Valentia, Siena, Volterra, Novara, Roma, Saluzzo. Come può l’Amministrazione Penitenziaria, che è da mesi senza un Capo Dipartimento, assistere inerte a questi gravi fatti, che hanno ormai una cadenza mensile, visto che nulla fa per favorire il benessere dei poliziotti penitenziari?», dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, turbato da quel che è avvenuto in queste ore nella cittadina laziale.

Capece torna a sottolineare che «negli ultimi 3 anni si sono suicidati più di 35 poliziotti e dal 2000 ad oggi sono stati complessivamente più di 100, ai quali sono da aggiungere anche i suicidi di un direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e di un dirigente generale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). Lo ripetiamo da tempo: bisogna intervenire con soluzioni concrete, con forme di aiuto e sostegno per quei colleghi che sono in difficoltà. Bisogna comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere. Ma il DAP, senza mesi un Capo Dipartimento e da anni incapace di affrontare e risolvere il disagio lavorativo dei Baschi Azzurri, non fa nulla di concreto per favorire il benessere dei nostri poliziotti: neppure fornisce i dati ufficiali sul numero degli agenti suicidi, che raccogliamo noi attraverso i nostri dirigenti sindacali presenti in tutte le sedi d’Italia».

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.