Emergenza carceri: il SAPPE manifesta a Roma davanti la sede del DAP [VIDEO]

sappe-manifesta-dapRoma, 21 mag – Sono arrivati dai 14 penitenziari del Lazio. Ma anche dalla Campania, dall’Umbria, dalla Toscana, dalla Puglia, dalla Liguria, dalla Calabria. Sono i poliziotti penitenziari aderenti al Sindacato autonomo SAPPE, il più rappresentativo dei Baschi Azzurri, che hanno manifestato questo mattina a Roma davanti alla sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a Bravetta.

«Siamo scesi in piazza per chiedere l’avvicendamento del Capo del Dipartimento Giovanni Tamburino. A più di 2 anni dal suo insediamento non è infatti stato in grado di risolvere i problemi e le criticità penitenziarie e, men che meno, quelle che più direttamente riguardano i poliziotti. E a soli 7 giorni dalla scadenza (28 maggio 2014) della sentenza Torreggiani che ha imposto all’Italia di rimuovere le cause strutturali di condizioni detentive degradanti, Tamburino continua a inseguire la favola della “vigilanza dinamica” e l’autogestione delle carceri da parte dei detenuti piuttosto che adottare interventi concreti ed efficaci per la Polizia Penitenziaria, come formazione e aggiornamento, più assunzioni, migliori condizioni di lavoro e di vivibilità», spiega il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece.

Sotto le loro bandiere azzurre, gli agenti del SAPPE hanno fischiato, gridato, si sono incatenati . E le hanno suonate al DAP, nel vero senso della parola visto che era presente la banda musicale dell’Associazione nazionale Polizia Penitenziaria con tanto di orchestrali e strumenti. A manifestare anche i commissari di polizia penitenziaria aderenti all’ANFU (Associazione nazionale funzionari) e una delegazione della Cisal FPC.

«I vertici del DAP filosofeggiano e intanto i poliziotti continuano a sventare suicidi in carcere (1.067 nel solo 2013!), a gestire eventi critici come gli atti di autolesionismo, le aggressioni, le risse, a circolare su mezzi vecchi e fatiscenti, nell’indifferenza assoluta del DAP che vorrebbe persino mettere il bavaglio alle nostre proteste!», aggiunge Capece.

Da Spoleto a Rebibbia, da Genova Marassi ad Avellino, i poliziotti del SAPPE hanno chiesto a gran voce anche il rinnovo del parco automezzi del Corpo di Polizia Penitenziaria (“fatiscenti e insicuri tanti mezzi che ogni giorno trasportano in tutta Italia detenuti e poliziotti”), lo sblocco del pagamento degli assegni di funzione, degli scatti di anzianità e il rinnovo del contratto di lavoro(“scaduto da 7 anni”), un riordino delle carriere che equipari la Polizia penitenziaria agli altri Corpi di Polizia e a favore di una dirigenza generale del Corpo “che sia davvero attenta, sensibile e vicina ai poliziotti”.

Una delegazione di manifestanti, guidati da Capece, è stata ricevuta dal Vice Capo vicario Luigi Pagano, al quale sono state rappresentate le ragioni della protesta e sono stati chiesti provvedimenti urgenti e concreti.


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