Detenuto da’ fuoco alla cella nell’ospedale psichiatrico giudiziario: intossicato un agente

opg_montelupoMontelupo Fiorentino (Firenze), 10 nov – «Sabato notte un internato italiano ristretto nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino ha dato fuoco alla sua cella in evidente stato di agitazione psico-motoria. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari in servizio, uno dei quali – nella concitazione dei tragici momenti – ha subito una intossicazione delle vie respiratorie con una prognosi di 7 giorni».

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Sul tema del rinvio della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, il SAPPE rileva «Quanta grave superficialità contraddistingua questa grave specificità penitenziaria. È grave che, dopo tutto quello che è stato detto sulla precarietà delle strutture, non si è stati in grado di realizzare le alternative per il superamento degli Opg: questo segna il fallimento delle politiche della giustizia in questo Paese sulla detenzione degli internati. È assurdo che si sia perso così tanto tempo e vi siano ancora tante incertezze sul dove e come saranno successivamente custoditi i malati di mente che sono oggi detenuti nelle varie strutture. E l’Amministrazione Penitenziaria è colpevolmente silente su questo tema e si guarda bene dall’informare i Sindacati anche sul futuro lavorativo dei poliziotti impegnati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Ma è grave che non essere stati in grado entro il termine previsto dalla legge di sapere dove andranno gli oltre mille responsabili di gravi reati oggi detenuti negli Opg. Se il percorso è lo stesso che, dall’oggi al domani, ha trasferito la sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale siamo preoccupati».

E aggiunge: «Lo avevamo previsto: troppo semplice dire “chiudiamo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”. E poi? Quel che serve sono strutture di reclusione con una progettualità tale da garantire l’assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori. Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari hanno risentito nel tempo dei molti tagli ai loro bilanci. Ma colpevole è anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificità penitenziaria, confermata dall’incapacità di superare davvero gli Opg. Se i politici, a tutti i livelli, invece delle solite passerelle a cui si accompagnavano puntualmente anatemi e demagogie quanto estemporanee soluzioni, si fossero fatti carico del loro ruolo istituzionale, avrebbero per tempo messo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiché le condizioni disumane in cui versano gli Opg sono il frutto di una voluta indifferenza della società civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria».

Il leader del SAPPE evidenzia infine «la professionalità, la competenza e l’umanità che ogni giorno contraddistingue l’operato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria con tutti gli internati e i detenuti per garantire una carcerazione umana ed attenta pur in presenza ormai da anni di oggettive difficoltà operative, le gravi carenze di organico di poliziotti, le strutture spesso inadeguate. Attenti e sensibili, noi poliziotti penitenziari, alle difficoltà di tutti i detenuti, indipendentemente dalle condizioni sociali o dalla gravità del reato commesso».

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