Chiudono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: «saranno convertiti in carceri a custodia attenuata»

Ospedali-Psichiatrici-GiudiziariRoma, 31 mar – «Saranno riconvertite in carceri a custodia attenuata e case di reclusione le strutture che erano adibite ad Ospedali Psichiatrici Giudiziari». A darne notizie è Donato Capece, segretario generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

Il SAPPE sottolinea «che un riutilizzo in tal senso delle strutture è certamente positivo, anche nella previsione di una territorialità della pena». E sulla chiusura degli OPG, Capece afferma: «Quel che serve ora sono strutture di reclusione con una progettualità tale da garantire l’assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori. Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari hanno risentito nel tempo dei molti tagli ai loro bilanci. Ma colpevole è anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificità penitenziaria, confermata dall’incapacità di superare davvero gli Opg. Se i politici, a tutti i livelli, invece delle solite passerelle a cui si accompagnavano puntualmente anatemi e demagogie quanto estemporanee soluzioni, si fossero fatti carico del loro ruolo istituzionale, avrebbero per tempo messo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiché le condizioni disumane in cui hanno versato gli Opg sono il frutto di una voluta indifferenza della società civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria».

Il leader del SAPPE evidenzia ancora una volta «la professionalità, la competenza e l’umanità che per anni ha contraddistinto l’operato di centinaia di donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria con tutti gli internati e i detenuti  per garantire una carcerazione umana ed attenta pur in presenza ormai da anni di oggettive difficoltà operative, le gravi carenze di organico di poliziotti, le strutture spesso inadeguate. Ai poliziotti penitenziari va il ringraziamento per quello che hanno fatto con grande professionalità, nel silenzio, negli OPG».

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