Carceri: detenuta ferisce un agente a Como. E’ il 72° caso del 2010

carcere3Roma, 12 mag – “Un sovrintendente di polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Como ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere per le ferite riportate causa un’aggressione subita da una detenuta. Dopo le cure al pronto soccorso l’uomo è stato dimesso con una prognosi di otto giorni s.c. Nel porgere allo sfortunato collega la nostra solidarietà, non possiamo non manifestare rabbia e preoccupazione per questa deriva violenta di cui gli operatori penitenziari sono prime vittime.”

Così Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, commenta il ferimento di un poliziotto penitenziario , ieri pomeriggio,   in servizio al Bassone di Como.

“Il sovrintendente era intervenuto con altre unità per sedare una colluttazione tra detenute, scoppiata nel cortile passeggi. Intento a riportare la calma è stato proditoriamente aggredito da una detenuta, peraltro già segnalata per atteggiamenti violenti, che lo ha colpito con calci e pugni procurandogli ecchimosi e ferite varie.”

Quella della violenza in carcere è una questione che preoccupa non poco il sindacato della polizia penitenziaria

“Lo scorso anno il bilancio di poliziotti penitenziari feriti da detenuti  è stato di circa 380. E ci riferiamo solo a  diagnosi superiori ai cinque giorni. Con il poliziotto penitenziario  ferito  ieri a Como nel 2010 siamo già a 72 , a cui debbono aggiungersi anche due medici e cinque infermieri feriti durante le loro prestazioni in ambito penitenziario. E’ evidente che questo delle violenze e delle aggressioni è un problema che non si ripercuote solo sull’ordine interno ma  anche sulla funzionalità dei servizi, generando assenze per convalescenze. L’altro giorno ad Opera un detenuto  ha simulato un suicidio per poi aggredire, spezzandogli un braccio,  l’agente che si era prodigato per salvarlo.  Sia chiaro – sottolinea SARNO – che nessuna condizione , per quanto disumana ed incivile, può giustificare il ricorso alla violenza. Queste sono gesta che vanno perseguite disciplinarmente e, se del caso, anche in via penale. Concordo ed approvo quanti reclamano a gran voce le dovute sanzioni nei confronti dei poliziotti che si rendono responsabili di violenze od abusi,  a maggior ragione sarebbe apprezzata una presa di posizione anche in difesa di chi per garantire ordine e sicurezza deve ricorrere ai sanitari per al cura delle ferite riportate nelle attività di servizio.”

Eugenio SARNO sollecita sul punto il DAP a monitorare gli episodi di violenza e le sanzioni comminate agli aggressori

“Spesso in ragione di un inopportuno, quanto scellerato,  buonismo molti Dirigenti Penitenziari tendono a sminuire la portata delle aggressioni e delle violenze in danno del personale. Sarebbe il caso- conclude il Segretario della UIL PA Penitenziari –  che il DAP si attivasse per monitorare le aggressioni e, soprattutto, rilevi le eventuali sanzioni disciplinari comminate agli aggressori. Ne verrebbe fuori, siamo certi, un quadro sconcertante che rasenta la complicità. Non punire, infatti, non è perdono ma  approvazione della violenza.” ico_commenti Commenta

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