Carceri: a Venezia detenuto italiano stacca un dito a morsi ad un agente

carceri-santa-maria-maggioreVenezia, 29 lug – Incredibile atto di violenza da parte di un detenuto nel carcere di Venezia. Un italiano ristretto nella Casa Circondariale Santa Maria Maggiore per vari reati, tra i quali quello di maltrattamenti famiglia, ha aggredito un Assistente Capo di Polizia penitenziaria e con un morso gli ha staccato la falange del dito di una mano.

Lo rende noto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

«E’ stata una scena semplicemente raccapricciante, con il detenuto che ha poi sputato sul pavimento la falange del dito strappata», denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE. L’aggressione è avvenuta mentre il poliziotto penitenziario stava accompagnando il detenuto all’Ufficio Matricola del carcere per alcune formalità.

«All’Assistente Capo ferito, tuttora ricoverato in Ospedale, va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, – afferma il leader del SAPPE – ma questo grave fatto deve fare riflettere, tanto più se si considera che il detenuto non è nuovo a episodi di intolleranza e violenza nei confronti degli Agenti di Polizia. Non siamo carne da macello e le istituzioni devono darsi da fare per fare in modo che si fermi la spirale di violenza contro i poliziotti penitenziari: dal 1 gennaio 2015 sono oltre 250 i poliziotti penitenziari aggrediti e feriti nelle carceri del Paese. E’ inaccettabile!».

Giovanni Vona, segretario nazionale per il Triveneto del SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, sottolinea che «alla data del 30 giugno erano detenute a Venezia Santa Maria Maggiore 257 persone rispetto ai 160 posti letto regolamentari (2.288 erano quelle complessivamente presenti nelle carceri del Veneto). Negli ultimi dodici mesi del 2014, nel penitenziario veneziano, si sono contati 2 tentati suicidi di detenuti, sventati in tempo dai poliziotti, e 19 atti di autolesionismo. Ma non si possono lasciare soli, disarmati e indifesi gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio in carcere a Venezia Santa Maria Maggiore con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità».

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