Carceri: a Milano si cercano muratori ed imbianchini tra i poliziotti

polizia-penitenziaria2015La denuncia del SAPPE: «Proposta senza senso e vietata dalla legge: facessero lavorare i detenuti». Milano, 24 feb – Coinvolgere i poliziotti penitenziari “che posseggano capacità tecniche necessarie ad eseguire specifici lavori di ristrutturazione” nelle carceri della Lombardia. E’ la proposta dell’Amministrazione Penitenziaria lombarda, che sta cercando muratori, imbianchini e idraulici per i penitenziari regionali tra gli Agenti.

A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

«E’ una cosa ridicola, che se non fosse scritta nero su bianco in atti ufficiali farebbe davvero ridere. Ed invece è la realtà», denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Che aggiunge: «Anziché impiegare i detenuti, che nella stragrande maggioranza dei casi stanno in cella ore e ore a far nulla, si cercano poliziotti per fargli fare il doppio lavoro: un po’ poliziotti e un po’ muratori, lattonieri, idraulici. Una scelta ridicola e grave: è stato informato ed è d’accordo il Ministro della Giustizia Andrea Orlando?».

Capece cita una comunicazione di servizio firmata dal direttore del carcere di Milano Opera, Giacinto Siciliano, il 16 febbraio 2015, che cerca appunto tra il Personale di Polizia Penitenziaria dell’Istituto di pena “personale in possesso di abilitazioni tecniche che sia disponibile a prestare attività lavorativa, anche in ambito regionale per opere di ristrutturazione edilizia”.

Il SAPPE sollecita una ispezione da parte del Ministro Guardasigilli presso il Provveditorato regionale di Milano, «che ha avuto questa bella idea», commenta ironico Capece.

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