Adriano Sofri consulente, Sarno (UIL Penitenziari): nessuno scandalo nella sua nomina

adriano-sofriRoma, 23 giu – In relazione alle polemiche che stanno montando sulla nomina di Adriano Sofri quale responsabile istruzione e cultura degli Stati Generali dell’ Esecuzione Penale voluti dal Guardasigilli Orlando, interviene il Segretario Generale della UILPA Penitenziari Eugenio Sarno.

«La presenza di persone private della libertà o già private della libertà – spiega Sarno – era prevista nella costituzione degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, fortemente voluti dal Ministro Orlando. Pertanto la nomina di Adriano Sofri non ci sorprende anche se forse era il caso di interrogarsi sull’opportunità di inserire in un organismo così autorevole una persona che ha riportato una pesante condanna per essersi reso responsabile dell’omicidio di un Commissario di Polizia».

«Del resto essendo noi donne e uomini di carcere che credono nella rieducazione e nella risocializzazione siamo pronti ad affrontare questa ennesima sfida e questa provocazione. Pertanto non concordo sul clamore della sua nomina, tanto da scomodare persino il Capo dello Stato. D’altro canto giova ricordare che Sofri da detenuto ha collaborato con uno dei quotidiani più importanti d’Italia scrivendo (a volte in modo condivisibile, molte altre meno) di carcere e delle carceri. Piuttosto ritengo che il vero scandalo risieda nella mancata nomina di un rappresentante della Polizia Penitenziaria all’interno degli Stati Generali del’esecuzione Penale. Ovvero un rappresentante di quel personale che in via quasi esclusiva quotidianamente non solo assicura la legalità all’interno di quelle città fantasma che sono le nostre prime linee penitenziarie ma che , come riconosciuto da molti, ha contribuito a mantenere sulla linea di galleggiamento l’intero sistema penitenziario».

«Di questo chiediamo conto a Ministro Orlando che pure verbalmente non ha mai mancato di sottolineare i meriti di coloro che il suo predecessore definì “angeli blu”. Forse è bene ricordare che la polizia penitenziaria negli ultimi dieci anni ha salvato oltre 5.000 detenuti da morte certa per i tentativi di suicidio messi in atto nelle nostre galere. La stessa polizia penitenziaria che paga pesantemente le scelte della nuova metodologia di custodia a “regime aperto” tanto da far registrare, come ufficialmente riconosciuto dal DAP, un incremento sostanziale e preoccupante dei feriti a seguito di aggressione subite da parte di detenuti. A tal proposito, da alcuni anni, abbiamo dato corso ad un monitoraggio quotidiano sugli eventi critici che si verificano nella carceri (suicidi, tentati suicidi, aggressioni, ecc.) con la rubrica “Diario di Bordo” pubblicata e consultabile sul nostro sito web www.polpenuil.it».

«La UIL – cpntinua Sarno – è il sindacato che da oltre vent’anno ha coniato lo slogan “Per abbattere le mura dei misteri, occorre abbattere i misteri di quelle mura” e quindi nessuno può imputarci di essere oscurantisti e corporativi, avendo noi per primi denunciato le criticità, la bruttura e inefficienza del sistema penitenziario italiano con diversi servizi fotografici pubblicati sul nostro sito (sezione: Lo scatto dentro) . Ma vedere esclusa l’unicità della professionalità dei baschi blu dalla composizione degli Stati Generali è una umiliazione che Orlando poteva e doveva risparmiarsi. A questo punto ha un solo modo per rimediare: nominare immediatamente all’interno degli Stati Generali dell’ Esecuzione Penale un rappresentante della Polizia Penitenziaria ed affidargli un ruolo di responsabilità almeno pari a quello assegnato a Sofri. Altrimenti il Ministro Orlando eviti, in futuro, di sottolineare i meriti delle colleghe e dei colleghi impegnati in prima fila perché avremmo la certezza che sono solo parole al vento condite dal venticello della propaganda».

Ma a smontare le polemiche è lo stesso Adriano Sofri che, sul sito de Il Foglio, scriveva: «Si è sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia “nomina” da parte del ministro della Giustizia come “esperto” di carcere. Il mio contributo si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all’adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andrò, scusandomene coi promotori, perché ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare». Secondo l’agenzia Ansa però la nomina di Sofri ci sarebbe stata ma lui avrebbe deciso di rinunciare all’incarico nell’ambito degli Stati generali dell’esecuzione penale. Una decisione, quella di fare un passo indietro, presa – sempre da quanto di apprende – per preservare gli stati generali dal peso deformante di improprie letture.

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