Violentò e uccise brutalmente Giovanna Reggiani, ora sconterà l’ergastolo in Romania

estradizione-mailatRoma, 9 apr – Personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale sta rimpatriando oggi in Romania MAILAT Romulus Nicolae, cittadino romeno condannato all’ergastolo per aver violentato e ucciso a Roma, nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto, Giovanna Reggiani, moglie di Giovanni Gumiero, capitano di vascello della Marina militare.

Giovanna Reggiani stava tornando a casa a piedi, in un appartamento riservato al personale delle Forze armate, distante qualche centinaio di metri dal luogo dell’aggressione, dopo un pomeriggio di shopping in centro.

Mentre, sotto una pioggia battente, percorre la strada stretta tra due file di alberi che collega la stazione ferroviaria al centro del quartiere, la donna viene aggredita, derubata, trascinata in una baracca del vicino campo nomadi, violentata, quindi gettata in fin di vita in una scarpata vicino a via Camposampiero.

Ad aggredirla, come già scritto, Romulus Nicolae Mailat, un muratore romeno di 24 anni alloggiato nel campo rom vicino alla stazione. La donna si difende da Mailat con tutte le forze, gli graffia il volto e la schiena, ma non riesce a mettersi in salvo. Viene ritrovata in un fossato in coma e seminuda: con i pantaloni ancora abbassati, un maglione nero tirato su. Il volto sporco di sangue, il corpo pieno di lividi. La donna non ha la borsa e in tasca non ha documenti, tanto che l’identificazione avviene solo dopo la telefonata in questura del marito, preoccupato perchè da ore non riesce a rintracciare la moglie.

Ad incastrare Mailat non ci sono solo le ferite e i graffi sul corpo e le tracce di sangue sui vestiti ma anche la borsetta della Reggiani trovata nella sua baracca, e la testimonianza di una nomade del suo stesso accampamento, che avvisa le forze dell’ordine e racconta di aver sorpreso il 24enne mentre trascinava lungo la strada la vittima priva di sensi.

Giovanna Reggiani muore in ospedale dopo 24 ore di agonia. Il processo a Romulus Nicolae Mailat chiamato a giudizio di fronte alla III Corte d’Assise di Roma si conclude con la condanna a 29 anni di carcere. A presiedere la corte Angelo Gargani, che concede all’uomo le attenuanti generiche, riconoscendo anche il vincolo della continuazione per i tre reati contestati, cioè, l’omicidio, la violenza sessuale e la rapina. Poi il ricorso in appello. La sentenza emessa dalla prima corte d’Assise d’Appello di Roma condanna l’imputato all’ergastolo, al pagamento delle spese processuali pari a 2.500 euro e conferma anche la sentenza di primo grado che riconosce al vedovo della Reggiani il risarcimento danni che in via provvisoria era stato fissato in 500mila euro. Infine, il 14 aprile del 2010, la Cassazione rende definitivo l’ergastolo a Mailat.

A seguito delle sentenze penali emesse dal Tribunale di Roma e nell’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle stesse, che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale ai fini dell’esecuzione nell’Unione Europea , quest’oggi lo SCIP consegnerà a Bucarest il Mailat alle Autorità romene, che sconterà la pena detentiva dell’ergastolo in un penitenziario della Romania.

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