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[VIDEO] Polizia: il Nucleo Sommozzatori compie 60 anni, un impegno per la sicurezza dal 1958

La Spezia, 8 giu – Il Nucleo Sommozzatori della Polizia di Stato festeggia oggi i 60 anni dalla fondazione nell’incantevole cornice di villa Marigola a Lerici e alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli. La giornata celebrativa verrà aperta dalla commemorazione ai caduti della Polizia di Stato attraverso una breve cerimonia presso la base navale “Rosario Sanarico”, con la posa in acqua di una corona, per poi proseguire alle ore 11:00 a Villa Marigola, alla presenza delle autorità politiche, civili e militari della città e dei massimi vertici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

La storia

Sessanta anni fa, dieci Guardie di Pubblica Sicurezza venivano avviate al primo corso tenuto perso l’allora Maricensubin, oggi Comsubin, del Varigano, per conseguire il brevetto di sommozzatore. Nati nel 1958 per volontà del Generale Ispettore dell’allora Corpo delle Guardie di P. S., Sabatino Cesare Galli, dal 1967 sono stati costituiti in Nucleo Sommozzatori.

Oggi i 27 sommozzatori del Nucleo, insieme ai 32 operatori distribuiti nelle Sezioni distaccate di Bari, Napoli, Olbia, Palermo e Venezia, assicurano l’immediato intervento su tutte le acque territoriali, sia marine che lacustri e fluviali. Effettuano indagini e rilievi sottomarini per conto dell’Autorità Giudiziaria e in conseguenza di perizie subacquee volte alla ricerca e al rinvenimento dei corpi di reato abbandonati in acqua; recuperano annegati sul fondo; salvano persone in occasione di allagamenti, straripamenti e alluvioni; intervengono nella rimozione di ostacoli in immersione e nella demolizione di relitti immersi, nella messa in opera di corpi morti, ancoraggio di boe e ormeggi. Eseguono prospezioni subacquee volte alla localizzazione e rilevamento di siti archeologici e di materiale di interesse storico; prestano assistenza in occasione di esperimenti scientifici in collaborazione con gli istituti di ricerca per lavori di interesse nazionale, di ricerche scientifiche e monitoraggi ambientali per la salvaguardia dell’inquinamento marino, lacustre e fluviale; svolgono attività di prevenzione e sicurezza subacquea relativa a obiettivi a rischio di attentati terroristici; prestano assistenza in occasione di manifestazioni sportive attinenti la nautica e la subacquea.

Il Centro Nautico è il cuore di uno dei reparti speciali della Polizia; in esso si incontrano, oltre al Nucleo sommozzatori, la Scuola Nautica e il Nucleo Tecnico e nel nuovo panorama internazionale il reparto è utilizzato per la formazione e per l’addestramento delle polizie estere, soprattutto quelle dell’area del nord d’Africa, per far fronte all’immigrazione clandestina. Forma, inoltre, il personale nautico per la vigilanza delle aree costiere turistiche, garantendo assistenza e vigilanza su tutto il territorio. Effettua i corsi di riqualificazione per i tecnici di mare, volti soprattutto all’utilizzo delle moto d’acqua, per incentivare la polizia di prossimità. Al Centro si svolge l’addestramento sia per i componenti del NOCS, forza speciale della Polizia di Stato, sia per le forze speciali estere come i GSG9 tedeschi, che da anni cooperano con il Centro e formano e addestrano il loro personale nelle sue strutture. L’impegno che richiedono le sfide attuali e quelle future è notevole, perciò occorre ripensare sempre e continuamente la struttura logistica, l’organizzazione e la formazione degli operatori.

Migliaia di ore di immersione hanno contraddistinto questi sessant’anni di servizio e molte sono state le attestazioni di stima e professionalità attribuite ai Sommozzatori della Polizia di Stato, che impegnati in ricerche, recuperi e soccorsi, hanno attraversato tutta l’evoluzione e la sperimentazione dell’immersione subacquea.

Durante l’evento, che sarà moderato dalla giornalista Donatella Bianchi, volto storico del programma Rai Linea Blu, sarà proiettato un video messaggio dell’atleta velico Andrea Stella ed interverrà il Sovraintendente Tecnico della Polizia di Stato Monica Andrenacci che, in quanto biologa, collabora da anni con l’’Istituto Scienze Marine – CNR.

Premiato dal Capo della Polizia il subaqueo della P.S. in pensione Giovanni Masiello

Giovanni Masiello nasce a Taranto il 27 febbraio 1936.

Si arruola nel 1956 nell’allora Corpo delle Guardie di P.S. e, nel 1958, partecipa alle selezioni per il primo corso Sommozzatori risultando idoneo – fuori graduatoria. L’anno successivo viene però inviato alla frequenza del corso di formazione per operatore subacqueo conseguendo il brevetto con ottimo profitto.
Da quel giorno, ha operato presso il Nucleo Sommozzatori fino al 1996 quando è stato posto in quiescenza dopo 40 anni di effettivo servizio, con il brevetto in corso di validità e con il grado di Ispettore Superiore della Polizia di Stato.
Giovanni ha partecipato a numerosi servizi specialistici fra i quali ricorda maggiormente:

  • gli interventi per l’alluvione delle provincie di Firenze e Grosseto nel 1966;
  • nel 1972, i lavori per la posa di una boa oceanografica, in collaborazione con il Cnr, nel Golfo del Leone (Francia) a più di 50 miglia dalla costa;
  • il ritrovamento nel lago di Guidonia di nr. 108 autovetture e 3 corpi a seguito di un servizio richiesto dalla Questura di Roma relativo all’indagine guidata dai magistrati Imposimato e Palma che indagavano sulla “Banda della Magliana”;
  • i servizi svolti in occasione dei “Grandi Summits” fra cui il primo G7 italiano che è andato in scena dal 22 al 23 giugno 1980 sull’Isola di San Giorgio a Venezia con Francesco Cossiga a fare gli onori di casa in veste di Presidente del Consiglio. Partecipava al Summit il Primo Ministro inglese Margaret Thatcher ed il presidente degli Stati Uniti d’America Jimmy Carter.

Un piccolo aneddoto

Giovanni racconta che la barca che trasportava il presidente americano durante una manovra urtava la poppa in banchina perdendo una delle lettere in ottone che ne componeva il nome: “Commander”.

Gli venne chiesto di immergersi un’altra volta (dopo aver effettuato la bonifica subacquea per rendere sicuro il molo di attracco) per ricercare la lettera caduta in mare.

Alla sua riemersione, con l’oggetto in mano, ricevette l’ovazione dell’equipaggio per il risultato che evitò loro una spiacevole situazione.

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