Teramo: “ripuliva” per soldi le provette del drug-test, infermiere ed automobilista arrestati dalla Polizia

Teramo, 2 nov – La Polizia di Stato di Teramo ha eseguito due misure cautelari personali nei confronti di due cittadini Italiani.

In particolare l’indagine dei poliziotti della Polizia Stradale – distaccamento di Giulianova – aveva inizio nel mese di maggio 2016 a seguito di controlli di Polizia rafforzati sulla costa Adriatica, sul territorio di Giulianova, effettuati da pattuglie del Distaccamento della Polizia Stradale Giuliese dirette dal Dirigente della Sezione Polizia Stradale Pietro PRIMI e Coordinate dal Comandante del Distaccamento Ispettore Antonello GIUSTI, con la finalità di prevenire e reprimere la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’indagine aveva inizio a seguito di un controllo effettuato ad un automobilista residente a Giulianova (TE) il quale, noto e conosciuto agli Agenti come assuntore di sostanze stupefacenti, dopo i rituali controlli, su suo consenso veniva sottoposto agli accertamenti salivari i quali davano esito “positivo” alla Cocaina, per tale motivo successivamente veniva accompagnato presso i locali del 118 dell’Ospedale Civile di Giulianova per il prelievo del liquido ematico.

L’attenzione degli Agenti della Stradale Giuliese, ormai da tempo, ma in particolare a seguito di questo controllo, si era concentrata sulla gestione e sul trattamento da parte del personale medico in servizio presso i presidi Ospedalieri, sulla conservazione e sul trattamento delle provette di sangue dei conducenti sorpresi “positivi” agli Stupefacenti durante la guida.

Il sospetto e la determinazione degli investigatori della Stradale riusciva a far emergere gravi indizi di reità nei confronti di un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Giulianova e su alcuni automobilisti i quali, a seguito del controllo, erano risultati positivi agli accertamenti tossicologici.

L’indagine dopo alcuni giorni dal suo inizio, consegnava i primi importanti risultati e riscontri, in quanto permetteva di individuare un infermiere ritenuto infedele, il quale come dimostrato nelle indagini, in cambio di somme di denaro, durante il turno di servizio sanitario era riuscito a scambiare abilmente e senza scrupoli le provette di uno degli automobilisti risultato “Positivo” agli accertamenti di Polizia, con quelle di un giovane prestatosi con inganno ad un prelievo ematico, inserendo il nome dell’automobilista “Positivo” sulle provette di sangue del giovane con il sangue “Pulito”.

Tale sistema corruttivo, avrebbe attestato falsamente che il conducente “Positivo” allorquando controllato dalla Polizia Stradale di Giulianova, non fosse stato alla guida sotto l’effetto di stupefacenti.

Dopo i primi riscontri, la Polizia Stradale su delega della Procura della Repubblica di Teramo, preservava a mezzo del sequestro le provette di sangue di alcuni automobilisti ritenuti “Sospetti” al fine di accertare lo scambio del loro sangue con quello di altre persone ritenute “pulite”. Da questo particolare l’indagine prendeva il nome di “Operazione Blood Exchange“.

Altresì, sempre su delega della predetta Procura i Poliziotti sottoponevano ad un nuovo tampone salivare i conducenti indagati sospettati di tali favoreggiamenti da parte dell’ infermiere “infedele”, grazie al prezioso supporto degli uomini della Polizia Scientifica della Questura di Teramo e della Polizia Scientifica di Roma, i quali dopo minuziose e particolari indagini di natura tecnica effettuavano la Comparazione del DNA dei tamponi salivari con le provette di sangue sottoposte a sequestro penale. A seguito di tali indagini si riusciva a scoprire che all’interno dell’Ospedale di Giulianova l’infermiere aveva scambiato provette di sangue di un conducente “Positivo” con quelle di un conducente con sangue “pulito”, commettendo così il reato di “corruzione, favoreggiamento e falsità ideologica in atti pubblici”.

L’indagine svolta anche a mezzo di intercettazioni telefoniche riusciva a far emergere come l’infermiere “infedele” ormai conosciuto da conducenti ritenuti tossico dipendenti, era diventato il punto di riferimento di richiesta di aiuto per ripulire e scambiare il sangue prelevato e ritenuto con molta probabilità “Positivo” agli stupefacenti. In particolare, durante la fase di indagini, l’infermiere veniva controllato durante la guida da una pattuglia della Polizia Stradale, sorprendendolo a seguito di accertamenti, “Positivo” alla Cannabis e Cocaina. Lo stesso subito dopo gli accertamenti di rito, con il telefono personale intercettato telefonava subito ai suoi colleghi dell’Ospedale chiedendo di “risolvere il problema” facendo capire esplicitamente che il sistema era quello di “ripulire” il sangue della persone sorprese “Positive” alla guida di autoveicoli.

Il Dirigente del Compartimento Polizia Stradale Abruzzo e Molise Dirigente Superiore Lucio DE SANTIS, precisa che l’indagine oltre ad aver assunto un carattere investigativo di notevole spessore ha consentito di identificare i responsabili di un sistema corruttivo ormai stroncato, con la finalità di salvare dalle successive responsabilità penali e di far sfuggire i conducenti trasgressori della “Guida sotto l’effetto di sostanze Stupefacenti” dalla Giustizia italiana.

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