Spara a rom che tenta di investirlo: poliziotto a processo mentre il reo continua a delinquere

polizia-auto-postRoma, 19 gen – «L’ennesimo collega finito nei guai per aver fatto il proprio dovere, e l’ennesima beffa di vedere, invece, che intanto chi delinque torna alle proprie attività illegali con “tante scuse” da parte di un sistema che conosce la severità solo quando ha a che fare con persone che portano una divisa. Il solito chiaro invito a “girarsi dall’altra parte” com’è evidente che certe persone non hanno mai visto un’auto dirigersi loro contro a tutta velocità! Eppure, se un delinquente cerca di ucciderti pur di fuggire un motivo ci sarà, o no? Ma forse dovremmo arrestare solo quelli che ci porgono i polsi spontaneamente».

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta la notizia giunta da Torino, dove la Procura ha chiesto il processo per lesioni personali colpose a carico di un Poliziotto che, nel 2013, rischiò di essere investito e ucciso dopo che due auto, non fermandosi all’alt, fuggirono dando vita a un pericoloso inseguimento.

L’Agente – afferma Maccari -, in quei frenetici attimi, sparò verso i mezzi che si erano dati alla fuga, ed uno dei colpi raggiunse alla schiena un rom che guidava una delle auto, risultata rubata qualche giorno prima, e che per questo rimase a lungo ricoverato presso l’Unità spinale.

«Come riferisce la stampa – continua Maccari – lo stesso rom, accusato per quell’episodio di furto d’auto e resistenza aggravata, e che secondo la ricostruzione del pm avrebbe subito “la perdita irreversibile dell’uso degli arti inferiori”, ad aprile del 2015 è stato però fermato alla guida di un’auto senza assicurazione, e nel novembre seguente è stato protagonista di un altro rocambolesco inseguimento, protrattosi per ben 28 chilometri».

«La pubblica accusa, per parte sua, – spiega il sindacalista – ha chiesto di processare il Poliziotto che avrebbe “agito con imprudenza e imperizia” poiché avrebbe “indirizzato i colpi in rapida successione su bersagli di ridotte dimensioni (i pneumatici) in repentino allontanamento ed in direzione obliqua rispetto alla sua posizione di tiro”, con l’aggravante di “aver agito nonostante la previsione dell’evento dal momento che le condizioni sopra descritte (orario notturno, illuminazione insufficiente) rendevano probabile il verificarsi del ferimento di qualcuno degli occupanti dei veicoli”».

«Ed in effetti il collega è stato davvero imprudente… ma come gli sarà venuto in mente di farsi quasi investire in piena notte – dice caustico Maccari -! E quale imperizia tentare di fermare due auto fuggite all’alt, pur se non sapeva neppure per quale motivo! E poi… sparare agli pneumatici… ma come ha potuto? Ben gli sta di finire sotto processo. Così la prossima volta impara a non accettare turni notturni, a non tentare di fermare poveri delinquenti con il rischio di arrecargli un qualche danno, rappresentando così un ostacolo alla loro carriera criminale! Poveri ladri di grande valore e coraggio, che riescono a tener fede al proprio mandato malavitoso nonostante tutto, persino guidando per un inseguimento di 30 chilometri nonostante una paralisi totale alle gambe!».

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