Siulp: a Napoli per allarme criminalità no all’Esercito, ma investimenti

Polizia-Napoli1Napoli, 8 set – «Il SIULP di Napoli, pur comprendendo il particolare momento che porta purtroppo Napoli in primo piano per un’attività criminale caratterizzata da personaggi che in pieno disprezzo della vita sparano come se giocassero alla Playstation e la difficoltà economica che suggerisce razionalizzazione, non condivide alcuni commenti che richiamano all’uso dell’Esercito».

Ad affermarlo è Vincenzo Annunziata, segretario generale del SIULP di Napoli.

«Noi riteniamo – spiega Annunziata – che questi militari possano svolgere esclusivamente servizio per le vigilanze fisse a obiettivi sensibili in modo che possano liberare risorse di polizia e carabinieri utili per le investigazioni e il controllo del territorio».

«Sulla sicurezza – sottolinea – non si decida sull’onda dell’emotività né per moduli indirizzati più ad apparire che all’essere. L’impiego delle pattuglie miste, che fu già utilizzato, ha scopi puramente d’immagine, in qualche caso può migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini, ma non migliora la sicurezza reale. Soltanto le forze di polizia possono garantire indagini e arresti, prevenire e reprimere reati, assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica».

«A Napoli si vive di emozioni anche nelle scelte. Si è di nuovo coniato il termine “Alto impatto” a Forcella, oppure si vuole fare riferimento a più famosi modelli, ma chi ha preso questa decisione dovrebbe conoscere l’effettività dell’azione. Adesso ci siamo resi tutti conto che bisogna vincere la camorra. E si vince con gli investimenti, con assegnazioni di nuovi poliziotti in modo definitivo, con uffici degni di un lavoratore, con strumenti e tecnologia. Bisogna considerare la sicurezza un investimento».

«Chi delinque deve pagare il suo prezzo per intero con la giustizia. Smettiamola di chiedere atti eroici alla gente perbene. Si chiedono alle forze dell’ordine, alla magistratura, alla società civile e alla stampa libera ogni sforzo possibile, ma le norme le fa il Parlamento. La politica – ha concluso Annunziata – deve dire cosa vuole fare e in che modo vuole combattere la guerra alla camorra. Ma anche le autorità tecniche devono dire quali sono le priorità. Ha fatto bene il ministro Alfano a rispondere immediatamente con fatti all’incremento delle azioni criminali sperando che l’invio di 30 poliziotti, ovvero dieci pattuglie sino alla fine di settembre, siano la soluzione».

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.