Sicurezza: sindacati di polizia, Alfano non miliatarizzi il Paese

auto-poliziaConsideri tutti i giocatori in campo. Roma, 14 mar – «Dopo aver letto le dichiarazioni del ministro Alfano, che con un esempio calcistico si improvvisa nelle vesti di allenatore della nazionale della sicurezza, i Sindacati SIULP, SAP, SIAP-ANFP, SILP CGIL, UGL PdS, COISP, CONSAP, UIL POLIZIA-ANIP esprimono forte preoccupazione per il metodo e per il merito con cui il ministro affronta una tematica così delicata e vitale per uno dei diritti fondamentali dei cittadini e di un Paese democratico, la sicurezza».

Lo affermano in una nota congiunta tutti i Sindacati di polizia i quali, sottolineano «come il ministro Alfano, o ha dimenticato che ci sono altri “giocatori” che fanno parte della squadra oppure ha in animo di militarizzare la sicurezza del nostro Paese con il rischio di farla precipitare in un abisso degno di stagioni passate che tante disgrazie ha provocato e di cui la nostra memoria non riesce, ancora oggi, a liberarsi».

«E’ veramente singolare – continuano i Sindacati – che a dieci giorni dall’incontro, previsto per il 25, e senza che il ministro abbia illustrato i criteri, i principi e le strategie con cui vuole rinnovare la squadra agli stessi giocatori, dia per scontato che il piano proposto sia già operativo. E’ indubbio che grazie alla scellerata politica dei vari governi che si sono succeduti oggi ci troviamo nella necessità forzata di riorganizzare i presidi. I Sindacati, responsabilmente, non si vogliono sottrarre al confronto per la revisione. Ma una cosa è la revisione, un’altra cosa è la chiusura selvaggia e l’abbandono di intere fette di territorio, peraltro a totale discapito della sola Polizia di Stato. Prova ne è che mentre la polizia chiuderà circa 300 uffici in tutta Italia, l’Arma dei Carabinieri ha annunciato che ne chiude solo 21».

«Ecco perché – concludono i Sindacati – o è sbagliata la strategia dell’allenatore oppure il vero progetto non è la razionalizzazione ma la militarizzazione della sicurezza e la compressione o la negazione delle libertà dei cittadini».

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