Savona, corruzione: arrestati un poliziotto e due funzionari del ministero dell’Interno

polizia-palermo-560Savona 6 feb – Soldi, denaro e regali per agevolare pratiche come il rilascio di permessi di soggiorno, il cambio di cognome o la riduzione dei giorni di sospensione per la patente.

Un poliziotto e due funzionari del ministero dell’Interno sono stati arrestati questa mattina a Savona. Il blitz, all’alba, della Squadra Mobile.

L’indagine, che risale al 2015, è stata coordinata dalla procura della Repubblica. Per i tre l’accusa è corruzione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, rivelazione di segreti di ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sarebbero circa una trentina gli episodi al centro dell’indagine di Savona, dove questa mattina i tre pubblici ufficiali, il commissario del comune di Borghetto e viceprefetto di Savona, un ex ispettore della squadra mobile e un altro funzionario della prefettura, sono stati arrestati per corruzione nell’ambito di un giro di favori attuati per agevolare permessi ed autorizzazioni in cambio di regali o denaro.

Gli arresti nell’ambito dell’indagine della squadra mobile savonese che ha portato alla notifica di 6 ordinanze di custodia cautelare, in tutto.

In manette anche Andrea Santonastaso, il commissario prefettizio del Comune di Borghetto Santo Spirito, nel savonese, e viceprefetto di Savona.

Santonastaso, 64 anni, era già stato commissario prefettizio nel 1993 a Rosta, in provincia di Torino. Nel savonese lo stesso incarico era stato ricoperto nel 1994 a Celle Ligure, dal 1997 al 1999 ad Albenga, dal 2012 al 2013 a Carcare, nel 2016 a Spotorno.

In manette anche Carlo Della Vecchia, funzionario membro dello staff del responsabile per la Trasparenza e l’integrità della Prefettura savonese e Roberto Tesio, ex ispettore della squadra Mobile della polizia, presidente del Quiliano Calcio.

Oltre a loro a finire agli arresti anche altre tre persone: un uomo di origini marocchine, uno di origini albanesi e una donna italiana. Per il poliziotto e il marocchino è scattata la custodia cautelare in carcere, domiciliari invece per i due funzionari del Ministero dell’Interno e per la donna e l’albanese coinvolti.

Gli accertamenti erano partiti circa un anno fa, da alcune intercettazioni legate ad un giro di pusher della zona. (Adnkronos)

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