Salvini invita alla disobbedienza Polizia e Militari: i sindacati respingono al mittente le provocazioni

salvini-manifestazione-milanoMilano, 28 ott – Matteo Salvini, nel corso di una manifestazione di protesta indetta ieri contro l’arrivo dei migranti alla caserma Montello di Milano, ha invitato le Forze dell’Ordine alla ribellione.

«Obbedire è giusto, disobbedire a ordini sbagliati è altrettanto giusto», ha dichiarato il segretario della Lega Nord. «Tante donne e uomini della polizia, dei carabinieri e dalla Marina miltare tutti i giorni sottovoce mi dicono che sono stufi di portare in casa quelli che poi devono inseguire – dice Salvini – aspetto il giorno in cui uomini e donne in divisa ci daranno una mano».

Le proposte di Salvini però vengono rispedite al mittente dal Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) e dall’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP).

«Le ultime esternazioni dell’On.le Salvini – si legge in una nota sindacale congiunta – ci lasciano esterrefatti ed increduli. L’istigazione alla disobbedienza rivolta nei confronti delle Forze di Polizia e delle Forze Armate – al di là della eventuale rilevanza penale, la cui valutazione è rimessa alla magistratura – si colloca ben al di là di ciò che è solo politicamente scorretto. La chiara e pericolosa caratterizzazione ideologica ad essa sottesa e l’apertura a logiche di carattere potenzialmente eversivo, non appartengono al confronto democratico, neppure se spinto verso posizioni di estrema contrapposizione. E ciò appare ancor più grave proprio in un momento storico in cui siamo chiamati a fronteggiare la grave ed incombente minaccia del terrorismo internazionale, con uno sforzo straordinario che implica necessariamente anche unità e compattezza. Mai la politica italiana era arrivata sino a questo punto».

«Tutti noi – prosegue la nota firmata da Giuseppe Tiani e Lorena La Spina – abbiamo giurato fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione ed alle leggi dello Stato. Di questo nessuno dovrebbe mai dimenticarsi, soprattutto chi ricopre un ruolo di rappresentanza politica che deve necessariamente ispirarsi al rispetto dei fondamentali principi su cui si fonda la stessa esistenza dello Stato di diritto. Le parole dell’On.le Salvini suscitano reazioni ed istinti incompatibili con le istanze di giustizia e legalità che dovrebbero, invece, rappresentare un patrimonio comune di valori e di responsabilità. Esse, però, restano fortunatamente estranee al nostro universo professionale, il quale possiede gli anticorpi e le capacità necessarie a distinguere e a restituire al mittente strumentalizzazioni che non possono ritenersi in alcun modo consentite in un Paese democratico. Come mai dovrebbe ritenersi consentita l’abdicazione della politica ai suoi fondamentali compiti di mediazione tra lo Stato ed i cittadini».

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