Rischia la vita per un digiuno “purificatore”: italiana salvata in Cambogia dal servizio internazionale di Polizia

PHNOM PENH – Aveva iniziato un digiuno buddista, da lei considerato purificatore, la cittadina italiana, 52 anni, rintracciata in un appartamento in località Siem Reap (CAMBOGIA), dopo attente indagini coordinate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), con il supporto della polizia cambogiana.

La donna, da vari giorni non rispondeva più alle chiamate, tanto che il proprietario dell’abitazione, dalla stessa occupata, decideva di rivolgersi alla polizia del luogo.

Dopo una segnalazione del Console di sede – con cui la polizia italiana ha sempre mantenuto uno stretto raccordo info-operativo – veniva attivato il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, attraverso l’Esperto per la sicurezza.

Risultati vani i tentativi di aprire la porta con il duplicato delle chiavi, poiché la donna si era barricata in casa, si riusciva comunque a penetrare nell’abitazione.

All’interno l’italiana, appariva subito in gravissime condizioni, tanto che veniva immediatamente trasferita presso il Royal Angkor International Hospital.

Ai sanitari confidava di aver seguito un percorso di purificazione per sacrificare la propria vita alla divinità.

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