Ragusa: operazione antimafia della Polizia di Stato. Tre arresti

polizia-ragusa-operazione-boxRagusa, 21 set – La Polizia di Stato ha concluso l’operazione antimafia “BOX”, con l’arresto per ordine della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, della famiglia Consalvo di Vittoria (RG).

Padre e figli, avevano imposto alle ditte del mercato ortofrutticolo di Vittoria cassette e prodotti per l’imballaggio, con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso avvalendosi della forza dell’intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà derivante dalla contiguità al clan mafioso degli stiddari denominato “Dominante”.

La Squadra Mobile di Ragusa e di Catania hanno indagato per anni, raccogliendo gravissimi indizi di colpevolezza, in particolar modo attraverso migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali.

Giacomo Consalvo: «negli anni settanta, è stato fatto il mio nome dai palermitani a Totò Riina. Le persone di cui parlo erano tutti pastori. Ah, se un giorno dovessi parlare…»

Sequestrati questa notte oltre 450.000 euro tra contanti e titoli.

La Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ragusa e Catania, Commissariato di Vittoria – questa notte ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di Giacomo Consalvo, nato a Vittoria il 10.03.1955 (già per il passato arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti ed estorsione), Giovanni Consalvo, nato a Vittoria il 08.08.1980 (già per il passato arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti ed estorsione) e Michael Consalvo, nato a Vittoria il 9.10.1989 (già segnalato in materia di droga), in quanto hanno imposto forniture e servizi nell’indotto ortofrutticolo del mercato di Vittoria, commettendo inoltre estorsioni, con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso avvalendosi della forza dell’intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà derivante dalla contiguità al clan mafioso degli stiddari “Dominante”. Inoltre tutti i reati da loro commessi sono aggravati dal fatto che i tre arrestati avevano nella loro disponibilità diverse armi da fuoco.

Le indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, durate oltre 2 anni, hanno permesso di raccogliere gravissimi indizi di colpevolezza a carico dei Consalvo.

Nel contempo, risultano indagati un’altra decina di soggetti contigui ai Consalvo.

Migliaia le intercettazioni telefoniche ed ambientali registrate dalla Polizia di Stato che ha poi ricostruito le illecite attività degli indagati.

I tre arrestati, titolari di aziende per il confezionamento dei prodotti ortofrutticoli (cassette ed imballaggi in plastica), erano fortemente temuti dagli altri imprenditori; tanto da falsare, con le loro imposizioni, anche i prezzi di mercato; di conseguenza recando un enorme danno ai consumatori.

La vendita delle cassette in legno o prodotti in plastica per il loro confezionamento a Vittoria erano da loro controllate ed inoltre le aziende vittoriesi non potevano comprare in altre città, e questo anche se il mercato era più favorevole.

Imprenditori, rappresentanti e addetti al mercato, per non subire ritorsioni, si piegavano alle imposizioni dei Consalvo.

Le intercettazioni hanno inoltre provato che i tre, avevano la disponibilità di armi, pronte per un eventuale uso verso i “disobbedienti”.

Se qualche ditta vittoriese aveva necessità di tali prodotti doveva comprarli da tale gruppo criminale; ogni qualvolta gli imprenditori agricoli del vittoriese si rivolgevano ad altri, quest’ultimi dovevano pagare una tangente per poter lavorare a Vittoria. «Nessuna cassetta entra qui sul mio territorio senza che io ne sappia niente – dichiara uno degli indagati».

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria, per quanto concerne il settore di imballaggi dei prodotti della terra e cassette in legno, era ad appannaggio dei Consalvo, con guadagni per svariati migliaia di euro mese.

Pure se i tre malavitosi sono tra loro legati da vincoli di sangue, durante le indagini è emerso che l’avidità di uno dei figli e dello stesso padre, li faceva dividere in affari. Tanto che il padre è arrivato a minacciare di morte il figlio più volte, se quest’ultimo avesse venduto cassette a Vittoria, in quanto solo lui poteva farlo, altrimenti «gli avrebbe sparato in testa».

La paura degli imprenditori vessati dai Consalvo, proprio per la loro contiguità con la famiglia degli stiddari “Dominante”, ha permesso a questi criminali di acquisire un enorme potere economico che oggi si è consolidato sul territorio.

Diversi sono gli imprenditori del vittoriese e delle città limitrofe vittime dei Consalvo, che oggi avranno la possibilità di sentirsi riscattati dall’operazione della Polizia di Stato che ha assicurato alla giustizia tre pericolosi soggetti e che continua ad indagare su altri soggetti contigui.

Oltre all’aspetto delle imposizioni agli imprenditori del mercato ortofrutticolo sono emerse altre tipologie di reato che sono tutt’ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

Il blitz

La Polizia di Stato questa notte ha eseguito le catture dei tre destinatari delle ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “BOX” e numerose perquisizioni, con il contributo degli uomini della Squadra Mobile di Ragusa e Catania, del Commissariato di Vittoria, della Squadra Volanti e delle unità cinofile di Catania per la ricerca di armi ed esplosivi.

Il nome dell’operazione (BOX = cassetta) è stato prescelto proprio perché i tre arrestati si occupavano prevalentemente di commerciare cassette in legno e plastica.

30 gli uomini impiegati, un’imponente operazione necessaria perché oltre ai tre arresti, bisognava perquisire faraoniche ville ed enormi aziende dei tre catturati.

Le unità cinofile sono state necessarie per poter ricercare armi, considerato che i tre soggetti avevano di sicuro avuto la disponibilità di pistole di vario calibro.

Le perquisizioni davano esito negativo ad eccezione di quella effettuata a carico di Giovanni Consalvo che ha permesso di acquisire importanti elementi probatori, considerato che sono stati rinvenuti titoli e contanti per quasi 450.000, tra cui assegni bancari molti dei quali firmati in bianco, dati che verranno analizzati con attenzione dalla Polizia Giudiziaria operante nei prossimi giorni.

Il denaro è stato già depositato in attesa dell’esito delle indagini che verranno condotte per appurare la provenienza del contante e degli assegni.

Le indagini della Polizia di Stato proseguiranno, così da garantire ai molti onesti imprenditori dell’importantissimo mercato ortofrutticolo di Vittoria, di poter lavorare senza il “peso” di soggetti contigui alle associazioni mafiose, rendendo maggiormente fluide le operazioni di mercato, così garantendo di conseguenza i consumatori. Gli imprenditori, che a qualsiasi titolo operano nel territorio ibleo, devono sentirsi tutelati dalle Forze dell’Ordine, agendo secondo le regole di mercato, e non devono avere timore di segnalare eventuali anomalie alla Polizia di Stato di Ragusa, che verificherà l’eventuale presenza di fatti illeciti.


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