Poliziotto denunciò inadeguatezza dell’equipaggiamento. Il ministero: ha mentito, giusta la punizione

poliziotto-ballaroRoma, 3 mar – Il 24 novembre scorso, come molti ricorderanno, andò in onda su Rai3, nel corso della Trasmissione “Ballarò”, un servizio dal titolo “La sicurezza in Italia” (nel video in calce all’articolo, dal minuto 02:50), nel corso del quale un poliziotto in uniforme, con la voce camuffata e i tratti del volto oscurati, denunciò l’inadeguatezza sia degli equipaggimanti in dotazione alla Polizia di Stato sia la carenza di addestramento.

A seguito di tale servizio, l’on. Gianluca RIZZO del Movimento 5 Stelle, presentò un’interrogazione parlamentare chiedendo al ministro dell’Interno se fosse a conoscenza dei fatti descritti nel servizio di Ballarò, avanzando contestualmente la richiesta di “aprire una verifica interna per accertare se la grave situazione di mezzi e attrezzature”.

Il 25 febbraio scorso il Ministero dell’Interno – Ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari, risponde all’on. Rizzo (pdf leggi il documento) smentendo di fatto il poliziotto in maniera argomentata.

Di opposto avviso Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato autonomo di Polizia (SAP), a digiuno da 43 giorni proprio per protestare contro i provvedimenti disciplinari irrogati a causa della vicenda in questione. Giusto oggi Tonelli è stato colpito da un malore davanti la Camera dei deputati, dove è presente con un gazebo. Il segretario del SAP ha perso ben 18 kg, ed è svenuto intorno alle 13 e 30. All’arrivo dell’ambulanza aveva ripreso i sensi, comunque è stato caricato privo di forze su una barella tra gli applausi dei sindacalisti e dei presenti.

Ad ogni modo, di seguito il testo della risposta del ministero.

In relazione alla vicenda su cui verte l’interrogazione, si informa che il 9 dicembre scorso il Capo della Polizia, su motivata proposta del questore di Roma, ha sospeso cautelarmente dal servizio un dipendente avente la qualifica di assistente capo.

Il provvedimento è stato motivato da gravi motivi disciplinari anche alla luce del grave pregiudizio arrecato dal predetto all’immagine e al prestigio dell’Amministrazione in ragione dell’ampia risonanza mediatica dell’episodio che si riassume brevemente di seguito.

L’assistente capo, in divisa, con voce camuffata e il volto oscurato, ha reso un’intervista mandata in onda durante la trasmissione televisiva di RAI 3 «Ballarò», nel corso della quale ha rilasciato dichiarazioni non autorizzate su argomenti riservati, mostrando ai giornalisti materiale obsoleto e deteriorato in dotazione alla Polizia di Stato.

Dalla ricostruzione dei fatti è stato possibile appurare che il dipendente aveva prelevato materiale di vecchio tipo per poi esibirlo durante l’intervista. Per quanto sopra, si ritiene che il provvedimento in questione sia stato adottato in corretta applicazione della normativa vigente.

Si soggiunge che, in considerazione della grave condotta posta in essere, l’assistente capo è stato altresì denunciato alla Procura della Repubblica per i reati di peculato, abuso d’ufficio e diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico nonché per abbandono del posto di servizio.

Quanto, invece, all’inadeguatezza delle attrezzature in dotazione al personale della Polizia di Stato, si premette che è in atto un generale ricambio ed ammodernamento delle dotazioni complessive, in particolare, dei giubbetti antiproiettile.

Al riguardo, si evidenzia innanzitutto che l’articolo 1, comma 967, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro per l’anno 2016, destinato all’ammodernamento delle dotazioni strumentali e delle attrezzature anche di protezione personale in uso alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La stessa disposizione ha autorizzato, sempre per l’anno corrente, la spesa di 10 milioni di euro per il rinnovo e l’adeguamento della dotazione dei giubbotti antiproiettile della Polizia di Stato.

Si sottolinea altresì che già nel 2014, grazie alle risorse finanziarie messe a disposizione nello stesso anno dal “cosiddetto decreto stadi” (decreto legge n. 119/2014, convertito dalla legge n. 146/2014), è iniziato il programma di sostituzione dei giubbetti antiproiettile esterni, per i quali – in relazione all’approssimarsi del decimo anno di vita – non sarebbe stata più operante la garanzia offerta dalla casa produttrice.

Sul punto è necessario chiarire che la scadenza decennale riguarda soltanto il profilo giuridico dell’azionabilità della garanzia, ma non determina affatto la perdita automatica del requisito balistico del giubbetto, ragion per cui non viene messa in pericolo l’incolumità dell’operatore.

Il giubbetto può essere di regola utilizzato anche oltre il termine di dieci anni a seguito dell’effettuazione di test balistici. Nonostante ciò, l’Amministrazione della pubblica sicurezza ha, comunque, deciso di procedere alla sostituzione dei giubbetti alla scadenza della garanzia.

In particolare, nel 2015 sono già stati distribuiti 3.216 nuovi giubbetti, e, a cominciare dai primi mesi del 2016, ne verranno distribuiti ulteriori 13.000.

Si informa, inoltre, che per il breve periodo in cui i dispositivi resteranno in uso agli operatori anche dopo il termine della predetta garanzia dei dieci anni, in attesa dell’arrivo dei nuovi, si sta provvedendo ad effettuare, presso il Banco di Prova di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, prove a fuoco su un campione significativo, al fine di testare il mantenimento del requisito balistico.

A tale riguardo si rappresenta che i giubbetti prodotti nel 2005 hanno superato le prove ed è stata pertanto concessa una proroga d’uso per il tempo necessario al rinnovo delle dotazioni. In merito alle garanzie che l’Amministrazione della pubblica sicurezza può offrire sulla preparazione professionale del personale della Polizia di Stato, si evidenzia che la Direzione centrale per gli istituti di istruzione del Dipartimento della pubblica sicurezza è costantemente e significativamente impegnata nell’organizzazione e nella gestione dell’attività formativa anche di carattere specialistico, finalizzata a dotare gli operatori di polizia di conoscenze professionali specifiche in relazione a particolari servizi, impieghi e contesti operativi.

In tale ambito, la predetta Direzione pianifica le proprie attività tenendo conto dei fenomeni più rilevanti in termini di allarme sociale e delle criticità collegate all’attuale scenario internazionale. Pertanto, attualmente, l’addestramento in materia di tecniche operative è orientato anche su tematiche inerenti alle possibili situazioni di pericolo collegate alla minaccia terroristica.

In proposito, si segnala che una specifica attività di aggiornamento è stata destinata agli istruttori di tecniche operative presenti nelle varie province, al fine di uniformare le modalità di intervento e le misure di autotutela, nonché di diffondere i contenuti addestrativi che si sono rivelati più efficaci. L’iniziativa ha interessato 120 istruttori, che a loro volta hanno formato altri 502 istruttori in servizio nelle province di rispettiva provenienza, consentendo “a cascata” l’addestramento nelle tecniche di intervento antiterrorismo di ben 33.906 operatori della Polizia di Stato nelle rispettive sedi di servizio. La programmazione di questa intensa attività di aggiornamento continuerà anche nel 2016.


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