Pansa alla Festa della Polizia: riordino delle carriere, case per poliziotti e razionalizzazioni

pansa-festa-poliziaRoma, 22 mag – Riordino delle carriere, esigenze abitative dei poliziotti, razionalizzazioni dei presidi territoriali: è un discorso a tutto campo quello del Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, pronunciato in occasione del 163° Anniversario della fondazione del Corpo che, di seguito, si pubblica integralmente.

Carissime donne e uomini della Polizia di Stato,

la nostra Festa è il momento per ritrovarci tutti insieme, e nello stesso tempo l’occasione per fare il bilancio dell’anno che si è appena concluso e guardare avanti, verso il futuro.

Questa Festa, che per noi è la numero 163, che per la prima volta teniamo presso la ristrutturata caserma Ferdinando di Savoiae vorrei fosse celebrata all’insegna non solo dell’orgoglio, ma anche dell’ottimismo. Ci sono fondati motivi per essere finalmente ottimisti, dopo tanti periodi cupi, difficili. C’è motivo di ottimismo per la ripresa complessiva del Paese, della quale si intravedono i primi segnali, ma anche per la nostra situazione della Polizia di Stato.

In una congiuntura che resta finanziariamente molto critica per tutte le amministrazioni pubbliche, per il secondo anno consecutivo abbiamo ricevuto dal governo più risorse rispetto all’anno precedente. Era già accaduto nel 2014 rispetto al 2013, ed è accaduto di nuovo in questo 2015 rispetto al 2014.

Nessuno meglio di me è consapevole di quanto ancora resti da fare per assicurare livelli retributivi adeguati, migliorare le nostre sedi, rinnovare i nostri mezzi, e sarà mio impegno quotidiano sinché sarò vostro Capo lottare per conseguire questi obiettivi; ma oggi è giusto sottolineare come la scelta di non tagliare – e anzi incrementare – le risorse per la Polizia di Stato costituisca un segnale evidente di apprezzamento nei nostri confronti.

E fatemi dire che ce lo siamo meritato questo apprezzamento.

L’immigrazione, per cominciare. In Italia nel 2014 sono arrivati più di 170 mila migranti. Si è trattato della più grande migrazione che abbia investito il nostro Paese. Questo flusso enorme è composto di esseri umani sfortunati che sono stati spesso salvati, sempre accolti, curati, nutriti, alloggiati, da uno straordinario apparato in cui la Polizia di Stato è in prima linea. E tutto ciò – a smentire i pessimisti, i catastrofisti – senza il propagarsi di epidemie, senza sommosse, perché oltre alla professionalità lo spirito di umana solidarietà che ha caratterizzato il nostro agire ha fatto di noi un esempio da imitare per tutto il mondo.

Anche sul fronte dell’ordine pubblico, che è nostra responsabilità specifica, il bilancio è eccellente. In una fase di acute tensioni sociali, siamo riusciti a garantire lo svolgimento di quasi 10.000 manifestazioni dando a tutti la possibilità di esprimersi liberamente; e anche qui – va ricordato – senza che si sia verificato alcun incidente grave. E l’impegno è stato reso ancora più pesante dalle turbolenze registrate in occasione di molti incontri di calcio.

Il Capo dello Stato, in occasione di questa Festa, conferisce alla nostra bandiera la medaglia d’oro proprio per l’Ordine pubblico. Mi pare che questa sia la testimonianza più efficace della qualità del nostro lavoro, basato su una accurata preparazione professionale, su una straordinaria tenuta nervosa e su un saldo amore per la democrazia. L’obiettivo di chi invece non ama la democrazia – e lo abbiamo visto soprattutto con il comportamento di alcune frange violente lo scorso primo maggio a Milano – era (ed è) quello di provocarci per cercare l’incidente e su questo sangue costruire e tentare di legittimare una stagione di altro sangue. Fatemi dire che siamo stati non bravi ma bravissimi a non cedere alle provocazioni.

E ancora, abbiamo compiuto ogni sforzo per tenere il nostro Paese al riparo dai colpi delle organizzazioni terroristiche, fondamentaliste e non solo, che purtroppo stanno funestando altri Paesi a noi vicini. Ventisei infatti sono stati gli arresti di presunti terroristi negli ultimi 12 mesi rispetto agli otto del periodo precedente e quarantadue gli stranieri espulsi.

Nello stesso tempo abbiamo mantenuto una fortissima azione di contrasto nei confronti delle organizzazioni criminali compiendo un numero altissimo di arresti. 2174 (con incremento del 26 %).

Più incoraggianti rispetto al passato, sono anche i dati relativi alla criminalità predatoria. Consapevoli, infatti, della forte incidenza in termini di sicurezza percepita, le contromisure ai fenomeni predatori hanno consentito, negli ultimi 12 mesi, una diminuzione significativa delle rapine (13,3 %) ed anche un calo dei furti in genere (del 3%) ed in particolare degli scippi (del 6,6 %). Ma questi risultati non ci bastano, perché i nostri concittadini ci chiedono di fare di più e noi lo faremo.

Registriamo con grande sollievo anche una riduzione consistente del numero di morti sulle strade (di oltre il 7%), e dei feriti (quasi il 6%), dovuta anche alla azione di controllo e soprattutto di prevenzione svolta dalla Polizia Stradale. Destano in me un particolare dolore gli ultimi e purtroppo numerosi incidenti che hanno visto morire vittime innocenti ad opera di conducenti irresponsabili. Anche per questo noi della Polizia di Stato ci siamo impegnati, e ci impegneremo con grande forza perché vengano apportate urgenti modifiche alla nostra legislazione.

E’ sempre più incisiva la nostra presenza nel web, la nuova frontiera della criminalità planetaria, anche con un’opera capillare di sensibilizzazione dei più giovani all’uso corretto della rete attraverso la nostra iniziativa “Una vita da social” giunta alla seconda edizione. Siamo fieri di questa iniziativa, non solo per il suo grande successo, ma soprattutto perché sono convinto che la costruzione di un futuro migliore per il Paese passi anche attraverso la tutela del sereno sviluppo dei nostri giovani.

Importante e proficuo è stato l’impegno della Polizia di Stato nel prevenire e contrastare la violenza di genere e i reati d’odio. I dati dell’ultimo anno segnano una netta riduzione che vede diminuire i crimini più gravi di questo tipo di circa il 16%.

A me pare – e credo che questo sia anche il sentire del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio, del nostro ministro – che dinanzi ai problemi nuovi e drammatici posti all’Italia dalla fase storica che stiamo attraversando, la Polizia di Stato si sia collocata in prima fila tra le forze che agiscono per il rinnovamento e la ripresa del Paese. Ne ho una percezione chiara ogni qual volta mi confronto con i più alti rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie. Siamo sempre stati all’altezza delle sfide che ci vengono poste ed abbiamo la grande abilità o virtù di saperci adeguare e modellare costantemente al continuo divenire dei fenomeni che dobbiamo contrastare. Ad esempio è da pochi giorni che si è concluso il nuovo corso destinato ai poliziotti che si stanno specializzando nel contrasto alla corruzione. Vogliamo in questo modo meglio focalizzarci su un obbiettivo fondamentale che è quello di rendere l’Italia un Paese più onesto e quindi anche più appetibile per gli investitori; ecco cosa intendo quando dico con orgoglio che la Polizia di Stato – e quindi ciascuno di noi – è in prima fila per la ripresa del Paese. Vogliamo contribuire a costruire un Paese dove sia difficile vivere per gli imbroglioni e sempre più facile per le persone oneste. E so che in questo sforzo non siamo soli, perché lavoriamo fianco a fianco con le altre forze di polizia: A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento.

I mesi che ci aspettano saranno anche stagione di riforme al nostro interno. Vogliamo rendere il Dipartimento più efficiente, più funzionale, più snello.

E poi: le carriere, anzitutto.

Al progetto di riordino delle carriere, che come sapete è un atto legislativo che spetta al governo e al Parlamento, affiancheremo un nuovo sistema di valutazione per gli appartenenti alla Polizia di Stato, nuove norme disciplinari, e procedure ancora più trasparenti per i trasferimenti. E tutto questo attraverso un percorso che sarà condiviso con le organizzazioni sindacali.

Ci prenderemo cura delle esigenze abitative dei poliziotti grazie ad un piano immobiliare che da un lato riduca le spese – perché questo del risparmio è un imperativo per tutti – ma dall’altro metta a disposizione più spazi per gli alloggi.

Stiamo studiando, insieme alle altre forze di Polizia, un progetto di razionalizzazione che andrà a inserirsi nella più generale riforma della Pubblica amministrazione; e anche qui l’obiettivo è tenere insieme la riduzione dei costi e l’aumento dell’efficienza. Ci saranno razionalizzazioni dei presidi territoriali, avendo cura di non diminuire la capacità operativa ma solo di eliminare sovrapposizioni inutili, e una condivisione sia negli acquisti che nelle gestioni, in modo tale da ottenere al tempo stesso un risparmio e una sempre migliore sinergia tra forze diverse che lavorano per lo stesso obiettivo.

Penso a procedure d’acquisto uniche per mezzi, pezzi di ricambio, carburanti, divise, materiali, in modo da mettere a disposizione di tutti il miglior prezzo che ciascuna delle varie forze è riuscita a negoziare per sé, abbassando poi ulteriormente il costo grazie all’aumento dei quantitativi richiesti. Penso a una gestione comune delle mense, dei poligoni di tiro, dei sistemi di telecomunicazione, della manutenzione delle caserme e dei mezzi. Penso a una unificazione dei servizi di chiamate di emergenza, valorizzando il modello già sperimentato positivamente in Lombardia.

Quello che ci aspetta sarà un anno di novità, di trasformazioni; ma nello stesso tempo sarà un altro anno in cui dovremo tenere al livello massimo la nostra attenzione.

La pressione dell’immigrazione sulle frontiere europee resta forte, la situazione internazionale è drammatica in molte aree anche a noi vicine, e il carico di tensioni sociali appare ancora preoccupante. Inoltre due grandi manifestazioni come l’Expo di Milano e poi il Giubileo straordinario a Roma ci impongono un’ ulteriore dose di vigilanza e di prevenzione.

Ma so che anche nel prossimo anno, come avete fatto finora, continuerete a dare il meglio, spinti come sempre dal grande senso di responsabilità e dall’orgoglio di appartenenza che ci contraddistinguono.

Mi piace ripetervi, in questa occasione, quello che già ebbi modo di dirvi in altre occasioni: i poliziotti sono i veri eroi dei nostri tempi. E come tutti i veri eroi, sono abituati a pagare un alto prezzo in compostezza, in silenzio. Oggi questo silenzio, mi permetto di romperlo io per voi, per affermare l’orgoglio che questo Paese deve avere per le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Perché oltre al loro tempo, alle loro capacità, al loro impegno, condividono ogni giorno con tutta l’Italia anche i loro sogni, il sogno di un posto dove vivere, tutti, liberi dalla paura.

Memori sempre del sacrificio dei nostri caduti, grazie a tutti voi e alle vostre famiglie.

Viva la Polizia di Stato e viva l’Italia.

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