‘Ndrangheta, la Polizia arresta mandanti ed esecutori di omicidi per agevolare le cosche

arresto-clan-grecoReggio Calabria, 29 lug – E’ in corso dalle prime ore di questa mattina a Reggio Calabria una importante operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione di alcuni fermi di indiziato di delitto, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di un omicidio e due tentati omicidi premeditati, nonché di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e ricettazione, aggravati dalla circostanza di aver commesso i fatti per agevolare le attività della ‘ndranghetaed in particolare della sua articolazione territoriale operante a Calanna (RC).

Sono state eseguite anche numerose perquisizioni. L’operazione colpisce mandanti ed esecutori materiali di tre gravissimi fatti di sangue verificatisi a Reggio Calabria e nel vicino comune di Calanna (RC) nei mesi di febbraio e aprile scorsi nel contesto di un conflitto scaturito in seno alla famiglia GRECO per l’affermazione della leadership e il dominio criminale nel piccolo comune dell’entroterra reggino.

Impiegati 80 uomini della Polizia di Stato. L’inchiesta svela i contorni delle cruente azioni di sangue che i sicari di due schieramenti in lotta hanno posto in essere con premeditazione, individuando accuratamente le abitudini delle vittime i tempi e i luoghi in cui colpirle con l’uso di armi.

Alla base del conflitto tra due fazioni – un tempo appartenenti alla medesima componente della ‘ndrangheta – vi sarebbe la pretesa di esercitare – in esclusiva – il controllo criminale sul territorio di Calanna (RC).

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile si sono basate essenzialmente sui risultati delle intercettazioni telefoniche, ambientali e delle video riprese disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Gli elementi acquisiti nel corso delle attività tecniche hanno consentito di ricostruire puntualmente le dinamiche criminali dei più gravi fatti di sangue verificatisi a Reggio Calabria negli ultimi mesi e le causali che li hanno determinati. Le indagini hanno consentito di ricostruire le dinamiche di un omicidio e due tentati omicidi, nonché i ruoli dei mandanti e degli esecutori materiali.

Per attuare il progetto criminoso, il 9 febbraio scorso, previo accurato studio delle abitudini della vittima, accompagnato da uno dei sodali, con una spettacolare azione di fuoco attentava alla vita di Antonio PRINCI, esplodendo numerosi colpi di arma da fuoco (fucile e pistola) contro l’autovettura sulla quale viaggiava quest’ultimo, il quale riusciva miracolosamente a salvarsi, con una serie di manovre repentine che lo portavano prima a sfondare il cancello carraio dell’impianto di smaltimento della spazzatura e poi a trovare riparo all’interno di esso, in luoghi poco conosciuti agli assalitori. Il tentato omicidio PRINCI innesca la vendetta.

La reazione del PRINCI non si fa attendere a lungo. La sera del 3 aprile, due fidatissimi sodali di Antonino PRINCI si appostano nei pressi di una piccola abitazione di Calanna dove Giuseppe GRECOaveva trovato rifugio e con una fulminea azione di fuoco riescono a ferire gravemente Giuseppe GRECO che si era affacciato al balcone.

Nel corso della sparatoria, investito dai pallettoni, viene ucciso Domenico POLIMENI che aveva dato ospitalità al GRECO e assieme a lui stava sul balcone.

Fermati i componenti di due frange criminali di Calanna. Su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, la Polizia di Stato ha fermato nella notte Giuseppe GRECO, 56 anni, già collaboratore di giustizia, figlio dello storico boss di Calanna don Ciccio GRECO e un suo sodale. Sono stati fermati anche due fratelli, ritenuti fedelissimi di Antonino PRINCI.


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