Monza, violenza sull’ex fidanzata: arrestato un 24enne. L’avrebbe chiusa in cantina per giorni

polizia-siracusaMilano, 29 mag – Un 24enne albanese è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti dell’ex fidanzata, una studentessa di 21 anni. Deve anche rispondere di atti persecutori posti in essere alla fine della loro relazione.

L’attività investigativa degli agenti del commissariato di Monza, scattata dopo la denuncia della vittima, ha permesso di ricostruire il difficile rapporto della giovane copia, iniziato nel 2012 e fatto di violenze fisiche e psicologiche.

Un’attività investigativa iniziata solo lo scorso febbraio quando la studentessa ha trovato il coraggio di ricostruire quella relazione iniziata quando era ancora minorenne.

Secondo la ricostruzione fatta, i due si conoscono nel 2007 ma solo nel 2012 il rapporto diventa affettivo e a partire da settembre il ragazzo svela la sua indole aggressiva dando avvio a un’escalation di violenza. Nell’ottobre 2013, dopo una lite, la vittima sarebbe stata anche rinchiusa per giorni nella cantina condominiale.

È tra il settembre 2012 e la fine del 2013 che, per le accuse, si verificano gli episodi più cruenti, interrotti solo quando lui inizia una nuova relazione sentimentale.

Nel 2015, dopo un anno di tranquillità, l’incubo per la studentessa ricomincia: il giovane «attraverso condotte intimidatorie e approcci sessuali» riporta la ragazza «alla pregressa condizione di assoluto assoggettamento», spiegano gli inquirenti.

Gli approcci, interrotti per circa un anno, da quanto ricostruito, riprendono a fine dicembre del 2016 e proseguono fino a metà gennaio 2017, attraverso telefonate e messaggi. La vittima, accompagnata da un amico che la convince a chiedere aiuto, riesce a denunciare tutto ai poliziotti di Monza. Vince la paura e supera anche il timore del giuramento dell’ex, cioè che «avrebbe fatto del male a lei e alla sua famiglia se lo avesse denunciato».

I servizi di intercettazione telefonica e ambientale e i riscontri testimoniali avrebbero confermato le dichiarazioni della vittima e fatto emergere i tentativi del giovane di inquinare le prove condizionando i testimoni.

«Numerose anche le incongruenze rilevate nel corso dell’interrogatorio dell’indagato», spiegano gli investigatori. «Le modalità e la gravità dei fatti, la sistematicità di condotte particolarmente violente protrattesi per oltre un anno e quelle persecutorie, hanno mantenuto attuale il forte disagio psicologico che ne è derivato alla parte offesa».

Il gip del tribunale di Monza ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita il 17 maggio scorso dalla Polizia.(AdnKronos)

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