Monza: si diede fuoco, salvato dai poliziotti. Ora li querela

Carlo-De-GaetanoRoma, 25 ago – «Se è una barzelletta non fa affatto ridere. Se il protagonista della storia soffre per un colpo di calore a causa del sole agostano vada a rinfrescarsi un po’ le idee, magari assieme a qualcuno che di Giurisprudenza ne capisce qualcosa. Se il medesimo signore soffre di stress post-traumatico dopo il disastro che ha combinato, allora vada a farsi curare da un buon neuropsichiatra. Ma che possa essere presa sul serio la sua denuncia verso i colleghi intervenuti per salvare la sua vita e per impedire ulteriori tragiche conseguenze dovute al suo folle e irresponsabile gesto proprio no; l’ipotesi non è tra quelle contemplabili, altrimenti bisognerà gettar via un bel po’ di divise e acquistare un bel po’ di camicie di forza».

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta incredulo la notizia giunta da Monza dove Carlo De Gaetano, 52 anni, titolare del bar Raffaello in viale Lombardia 260, a Monza, ha querelato gli Agenti della Stradale ritenuti degli eroi per averlo salvato dal gesto estremo di darsi fuoco per protesta contro i lavori in viale Lombardia, rimanendo gravemente feriti. La vicenda risale allo scorso febbraio quando, per manifestare contro i lavori per le barriere assorbenti che avrebbero penalizzato il viavai di clienti nel suo locale, De Gaetano ha minacciato di trasformarsi in una torcia umana. L’incendio effettivamente appiccato ha finito per coinvolgere un Assistente ed il Comandante della Polizia Stradale di Seregno intervenuti sul posto, ma il barista – indagato per lesioni gravissime ed incendio – ora asserisce che i Poliziotti non sono rimasti feriti per sua volontà, ma a causa della colluttazione ingaggiata con lui dai Poliziotti.

«Il delirante controsenso rappresentato da questa cosa che si commenta da sè – aggiunge Maccari -, e dovrebbe suscitare solo una grande ilarità, se non fosse per la drammaticità di quanto avvenuto a febbraio a Monza a danno dei nostri valorosi colleghi, e se non fosse per il latente e costante timore che il consueto atteggiamento di criminalizzazione contro le Forze dell’Ordine possa arrivare a infrangere le barriere dell’assurdo».

«Attendiamo con vera e incontenibile ansia di vedere cosa succederà – conclude il Segretario Generale del Coisp -. Noi e le migliaia di colleghi che in tutta Italia vorranno sapere come regolarsi la prossima volta che si troveranno davanti ad un incendio doloso acceso per le vie cittadine e ad un incosciente che vuole darsi fuoco, se cioè in quel momento sarà meglio chinarsi per allacciarsi le scarpe e poi correre a fare altre cose urgentissime, oppure cedere al solito brutto vizio di intervenire per salvare delle vite e fermare chi sta violando ripetutamente la legge».

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