Messina: Polizia e Carabinieri arrestano 22 persone per associazione mafiosa

polizia-carabinieriMessina, 16 apr – La Polizia di Stato di Messina, unitamente ai Carabinieri del R.O.S., nella mattinata odierna, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della medesima D.D.A. in diverse località della provincia di Messina, di 22 persone per associazione mafiosa, estorsioni, rapine, porto abusivo di armi ed altri reati contro la persona e il patrimonio. Altre 5 persone sono state indagate e denunciate in stato di libertà per gli stessi reati.

I provvedimenti scaturiscono da una complessa attività investigativa, avviata nel 2013 dai poliziotti del Commissariato P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto con la collaborazione della Squadra Mobile di Messina e dai Carabinieri del R.O.S. e della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, sul conto del sodalizio mafioso riconducibile a Cosa Nostra siciliana denominato “dei barcellonesi”, operante sul versante tirrenico della provincia di Messina e della sua storica diramazione territoriale cd. “dei mazzarroti”.

L’operazione antimafia, che si pone in linea di continuità con le precedenti, è stata denominata “GOTHA V“, proprio perché ha individuato e colpito i nuovi assetti del sodalizio criminale, già duramente provato dagli esiti dell’operazione “GOTHA IV“.

In tale contesto sono stati individuati i responsabili di diverse estorsioni, nonché gli esecutori materiali di alcuni fatti di sangue del recente passato, come la rapina ai danni di un supermercato di Campogrande di Tripi verificatasi nel dicembre 2012, conclusasi tragicamente con la gambizzazione di un cliente che aveva opposto resistenza.

Le indagini hanno delineato la nuova mappatura criminale del sodalizio mafioso barcellonese, caratterizzata dalla presenza di giovani consociati che sono riusciti ad acquisire, nonostante l’età, un ruolo di assoluto valore criminale in molte attività quali estorsioni e spaccio di sostanze stupefacenti, raccogliendo l’eredità dei consociati ormai detenuti e facendo leva sui legami familiari con gli stessi, e intraprendendo autonome attività delinquenziali. Oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti, il gruppo ha sviluppato il proprio controllo del territorio soprattutto attraverso attività estorsive, in particolare nei confronti dei locali notturni e delle discoteche di Milazzo.

Le modalità violente delle estorsioni contestate hanno ben delineato le capacità criminali del gruppo, come nel caso della scomparsa di una partita di droga che era stata consegnata a un minore incensurato per detenerla presso la sua abitazione. Alcuni componenti del sodalizio, dopo aver fatto irruzione nell’abitazione del ragazzo e averla perquisita, non hanno esitato a picchiarlo violentemente, anche alla presenza della madre, ed a sottrargli un ciclomotore a titolo estorsivo. E’ inoltre emersa in tutta evidenza la pericolosità del gruppo che ha dimostrato di poter disporre di numerose armi e che è pronto ad utilizzare per garantirsi il controllo delle attività criminali nel territorio di Mazzarrà S. Andrea e dei comuni limitrofi.

Nel medesimo procedimento sono inoltre indagate altre quattro persone per un episodio di scambio elettorale politico mafioso previsto dall’art. 416 ter c.p., contestato con riferimento alle elezioni amministrative del 2007 presso il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, aventi ad oggetto l’esistenza di un pactum sceleris tra uno dei candidati ed il sindaco uscente già condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, da un lato, e due esponenti della cosca dei “Mazzaroti” dall’altro.

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