«Io non sciopero», l’indignazione di un poliziotto contro i colleghi barricaderi

cudicio400Roma, 6 set – C’è anche chi – pur indossando un’uniforme – non è d’accordo e protesta vigorosamente contro l’iniziativa assunta dai rappresentanti sindacali delle forze di polizia e dai militari del Cocer, di proclamare lo sciopero generale se il governo non dovesse accogliere le loro richieste economiche.

Si tratta di un poliziotto della Questura di Trieste, Maurizio Cudicio, già noto alle cronache per la sua “apertura” verso quelle realtà del mondo civile che spesso hanno conosciuto la repressione dei colleghi in tenuta antisommossa.

Cudicio spiega con una serie di “Io non sciopero” il suo punto di vista, peraltro condiviso dalla maggioranza dei suoi colleghi su facebook.

«Io non sciopero per il rinnovo del contratto scaduto, perché ho troppo rispetto per chi in altre categorie, non arriva alla fine del mese con una famiglia alle spalle; io non sciopero perché sono sicuro che il 27 del mese i soldi arrivano sempre e quindi mi sento fortunato; io non sciopero perché sono un operatore delle forze dell’ordine e come tale mi sento responsabile verso ogni cittadino di questa nostra Nazione; io non sciopero perché in questo momento economicamente critico che sta attraversando il nostro Paese, non me la sento di andare in piazza a chiedere soldi; io non sciopero con i sindacati al fianco perchè paventano uno sciopero nazionale accorgendosi solo ora che “siamo alla frutta”.

Tuttavia il poliziotto crede che, invece, valga la pena scioperare per motivi che – a suo dire – sono più importanti: «Io sciopero perché i media e i giornali si accorgono di noi solo quando facciamo notizia e prendono al balzo il nostro malessere per “andare in prima pagina”; io sciopero perché esigo il pagamento immediato degli assegni di funzione , degli scatti di anzianità e dei vari avanzamenti di grado che ci spettano di diritto e che sono andati a finire nel dimenticatoio».

«Ma cosa significa “scioperare”? – si chiede Cudicio; siamo consapevoli che la categoria del Comparto Sicurezza non ha il diritto allo sciopero, ma la pazienza ha un limite e questa non è una minaccia , ma un estremo tentativo per la ricerca del dialogo. Presidente Renzi io le ho scritto tante volte in svariati modi ma purtroppo non ha mai avuto tempo di rispondere e, credo, proprio perché lei non ha mai letto una parola di quello che scrivo da anni e forse perché io sono “solo” un poliziotto qualunque».

«Lei ha detto – sottolinea il poliziotto – che vuole “ascoltare” e allora ascolti gli operatori delle forze dell’ordine che lavorano in strada, ascolti chi è in contatto con i cittadini ogni minuto di ogni giorno 365 giorni all’anno e vedrà che si potrà trovare una via d’uscita. La sicurezza e la prevenzione non sono un “gioco da tavolo” e il futuro che ci aspetta metterà a dura prova lo stato d’animo di ogni operatore delle forze dell’ordine».

«Presidente Renzi io la rispetto come rispetto le Istituzioni e lo Stato, ma indosso la divisa ogni giorno da quasi 30 anni ed essendo un servitore di ogni cittadino , non posso prenderlo in giro dicendogli che va tutto bene. Ho paura che se a breve qualcosa non dovesse cambiare e lei non ci ascolterà, non saremo più capaci di garantire la sicurezza di questa nostra amata Italia».

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