Importavano micidiali fucili ad aria compressa dalla Polonia, la Polizia denuncia 78 persone

Enna, 18 giu – La Polizia di Stato – nello specifico 48 Squadre Mobili coordinate dal Servizio Centrale Operativo – ha effettuato 78 perquisizioni in tutto il territorio nazionale, nei confronti di altrettante persone, residenti in diverse località della penisola, tutte indagate per il reato di acquisto di armi per corrispondenza, nonché per detenzione illegale di armi comuni da sparo/armi clandestine.

I reati sono stati commessi fra il 2016 ed il 2017, allorquando gli indagati acquistavano dalla Polonia armi ad aria compressa con potenza superiore ai limiti consentiti dalla legge italiana e considerate, quindi, armi da fuoco.

Le indagini, iniziavano a settembre 2016, quando gli uomini della Squadra Mobile e della Sezione Polizia Postale e delle comunicazioni di Enna, acquisivano la notizia che un soggetto residente nella provincia aveva acquistato svariati prodotti da negozi on-line, fornendo dati di pagamento di carte di credito rivelatesi essere clonate.

L’uomo, sottoposto a perquisizione presso la sua abitazione, veniva trovato in possesso di altra merce di provenienza illecita, per lo più acquistata on line, tra cui un fucile ad aria compressa di fabbricazione turca, completo di munizionamento, ed un cannocchiale di precisione per fucile, il tutto acquistato presso una società avente sede in Polonia. L’arma risultava clandestina, in quanto mancante dei requisiti di legge circa la sua introduzione nel territorio nazionale.

L’uomo veniva arrestato per i reati di ricettazione di merce provento di truffa e detenzione di arma clandestina.

Si risaliva, quindi, alla provenienza di tale arma, acquistata online da un sito polacco ed inviata tramite corriere sul territorio nazionale.

La Squadra Mobile di Enna, nel prosieguo dell’indagine, tesa a risalire alle modalità di introduzione dell’arma nel territorio nazionale, veniva coordinata dalla locale Procura, la quale avanzava richiesta, attraverso un European Investigation Order (EIO) presso l’Autorità Giudiziaria Polacca, per accertare chi fossero stati i soggetti residenti in Italia che avevano acquistato per corrispondenza armi vietate dalla legislazione italiana dal 2016 al 2017 presso la ditta estera.

L’Autorità Giudiziaria straniera, a fronte della citata richiesta, forniva al Magistrato italiano 81 fatture di acquisto di armi da parte di soggetti residenti nel nostro territorio, tutti identificati dalla Squadra Mobile di Enna, con la collaborazione delle Squadre Mobili delle altre province coinvolte. In particolare, nel corso delle indagini, la Squadra Mobile di Rimini ha trovato un vero e proprio poligono privato nel giardino di casa di un soggetto, oltre a 15 fucili ad aria compressa, tutti dotati di mirino ottico.

Complessivamente, nel corso delle operazioni, sono state eseguite 78 perquisizioni, identificati oltre 90 soggetti, denunciate 78 persone – trovate in possesso di armi illecitamente acquistate, a carico delle quali si è proceduto alla contestazione del reato di acquisto di armi per corrispondenza, nonché a quello di omessa denuncia della detenzione armi – e sequestrate 92 armi, di svariati modelli e di fabbricazione straniera.

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