Immigrazione, il ministero: fotosegnalazione obbligatoria anche con l’uso della forza

polizia-migrantiI poliziotti: “non possiamo legarli ad una sedia”. Roma, 8 ott – “In ogni caso la polizia procederà all’acquisizione delle foto e delle impronte digitali anche con l’uso della forza, se necessario”. Questo è quello che si legge all’interno di pdf un volantino, redatto in varie lingue, che viene distribuito a tutti i migranti che vengono in contatto con le forze governative italiane in qualunque contesto.

Come recita pdf una circolare del ministro dell’Interno , “tali volantini, in particolare, dovranno essere consegnati a ciascun immigrato a) a vordo delle unità navali governative, subito dopo essere stati soccorsi – a cura del personale della Marina militare, della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza; b) al momento del loro sbarco sulla terraferma – a cura della Questura della provincia di sbarco; c) una volta giunti presso le provincie di accoglienza, in base ai trasferimenti disposti via terra evia aerea dal competente Dipartimento per le Liberta Civili e l’Immigrazione – a cura delle Questure competenti per territorio“.

Tutto risolto? Invece no, perchè – come sostiene Franco Maccari del sindacato di polizia COISP– “questa procedura è difficilissima da compiere”.

«Troviamo inutili ed inopportuni – sottolinea Maccari -, in materia di gestione dell’immigrazione clandestina, i solleciti del Ministero che, come uno scolaretto “bacchettato” dai “professori” degli altri Stati, si rivale sugli Appartenenti alla Polizia italiana replicando una sorta di “rimbrotto”, quasi non volessimo fare ciò che ci viene richiesto. La verità è una sola e semplice: non ce la facciamo più a questi ritmi e in queste condizioni proibitive. Anche l’ultima direttiva sul tema, inviata alle Questure italiane appena pochi giorni fa, se pur concepita con l’intento positivo di fornire ulteriori indicazioni operative, pare sottintendere la necessità di “richiamare all’ordine” gli Appartenenti alla Polizia rispetto agli ineludibili fotosegnalamenti dei migranti giunti in Italia. Un’attività di estrema importanza, al punto che nell’apposito volantino informativo viene spiegato ai migranti che “la Polizia procederà anche con l’uso della forza”, ma difficilissima da compiere, specie quando abbiamo a che fare con una moltitudine di persone molte delle quali non collaborative. Hai voglia a sollecitare, come al solito fra il dire e il fare…».

«Tralasciando – insiste Maccari – l’assoluta genericità nella citazione di questo non meglio specificato “uso della forza” che lascia sbigottiti, in un periodo in cui veniamo crocifissi ogni giorno per la nostra presunta violenza» perchè «la verità è molto più drammatica. L’emergenza è molto più imponente di quel che si riesce a descrivere. Il Personale delle Forze dell’Ordine è stremato, non ce la fa più a gestire la mole di lavoro che ha travolto l’Italia, non ci sono straordinari e notti insonni che bastino per fronteggiare le centinaia di soggetti che non di rado mentono, recalcitrano, ostacolano in ogni modo l’operato dei Tutori della sicurezza ben consci che tanto non dovranno risponderne. Ed i Poliziotti in particolare, se anche potessero e volessero – ma non possono e non vogliono – legare ad una sedia i migranti non collaborativi e fotografarli e prendergli le impronte uno ad uno, si troverebbero comunque di fronte ad un’impresa titanica ed insostenibile, specialmente considerato che contemporaneamente sono alquanto impegnati a difendersi mentre quegli stessi migranti, spesso e molto volentieri, li riempiono di botte».

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.