Favoreggiamento immigrazione clandestina: Polizie di Italia, Belgio, Svezia e Francia arrestano 21 persone

polizia-arresto-560Ma gli autisti erano italiani. Como, 6 set – In data odierna il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e la Squadra Mobile di Como, in cooperazione con personale dell’Ufficio Europeo di Polizia (Europol), a seguito di una complessa indagine, hanno dato esecuzione in Italia e all’Estero ad una ordinanza di applicazione di misure coercitive della libertà personale e mandati di arresto europeo emessi nei confronti di ventuno indagati dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica.

Gli indagati, appartenenti a varie nazionalità (siriana – per la maggior parte – nonchè algerina, egiziana, libanese, tunisina), per lo più residenti e/o domiciliati in Provincia di Como sono ritenuti responsabili del reato di illegale agevolazione della immigrazione clandestina di cittadini extracomunitari in Paesi della Unione Europea (art. 12 commi 3 e 3 bis d.lvo 286/1998).

Nel dettaglio, gli indagati arrestati sono accusati:

  1. di avere organizzato e finanziato (in Italia, in provincia di Como) un numero imponente di trasporti illegali di numerosi cittadini extracomunitari (in gran parte siriani) all’interno dei Paesi della Unione Europea (ed in particolare dall’Ungheria, primo Paese di approdo nella Unione europea dei migranti irregolari che hanno lasciato i territori medio orientali seguendo la c.d. rotta balcanica verso la Germania e l’Austria, nonché in una circostanza dall’Italia alla Francia;
  2. di avere concorso nel trasporto illegale (effettuato da vari autisti “passeurs”, reclutati dagli indagati, cui veniva promesso un compenso di cinquecento euro per ogni trasporto di migranti);
  3. di avere così compiuto, per fini di lucro (dovendo i migranti trasportati corrispondere un prezzo non inferiore a cinquecento euro a persona per il trasferimento verso l’Austria, la Germania e la Francia), atti diretti a procurare l’ingresso illegale nei territori di Austria e Germania e Francia di circa duecento migranti in un arco temporale dal dicembre 2014 al maggio 2016.

I reati contestati sono aggravati dalla natura transazionale degli stessi (artt 3 e 4 l. 146/2006), in quanto:

  • la programmazione ed il finanziamento del trasporto illegale dei cittadini extraeuropei ha coinvolto più Stati (quali Austria, Germania, Italia ed Ungheria);
  • l’attività illecita contestata si è avvalsa del contributo di un gruppo criminale organizzato (non caratterizzato allo stato da un’articolata organizzazione strutturale tale da consentire di ravvisare il delitto associativo di cui all’art. 416 comma 6 c.p.) impegnato in attività criminali in Austria, Germania, Italia ed Ungheria costituito in particolare da quattro degli odierni indagati (due di nazionalità siriana, uno di nazionalità egiziana, uno di nazionalità tunisina) che hanno organizzato i numerosi trasporti di clandestini e reclutato i relativi trasportatori (“passeurs”), e due indagati, uno di nazionalità siriana, l’altro di nazionalità algerina intestatari rispettivamente di novanttre e ottanta veicoli utilizzati per il trasporto di migranti.

L’indagine si è avvalsa della cooperazione giudiziaria di uffici inquirenti di Austria e Germania, resa possibile grazie alla preziosa assistenza ed efficace coordinamento da parte del Rappresentante Nazionale e dei magistrati componenti del “desk” italiano di Eurojust (Unità di Cooperazione Giudiziaria dell’Unione Europea).

In Austria e Germania sono stati infatti effettuati, in diciotto diverse circostanze, gli arresti degli autisti (in altri tre casi sono stati operati analoghi arresti a Verona, Bolzano e Courmayeur).

I passeurs, alla guida di veicoli (spesso vetusti ed in precario stato di manutenzione, si da rendere pericoloso il trasporto dei migranti) intestati ai due sopra citati indagati ovvero a ditte individuali di rivendita di auto di seconda mano (in tutto sei, con sede ad Erba, Cantù e Ponte Lambro) riconducibili ad altrettanti indagati destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare e messi a disposizione da questi ultimi.

Una volta partiti dalla provincia di Como, hanno caricato cittadini extracomunitari (per lo più di nazionalità siriana) giunti irregolarmente in Ungheria (ovvero in Italia) e li hanno trasportati, agevolandone l’ingresso illegale, in Austria e Germania. Infatti, quindici arresti sono stati effettuati dalle autorità tedesche e tre arresti da quelle austriache.

Da rimarcare che in dieci dei trasporti oggetto di contestazione nel presente procedimento gli autisti reclutati dagli indagati e tratti in arresto dalle Autorità di Austria e Germania sono risultati essere di nazionalità italiana.

Successivamente agli arresti dei passeurs operati in Austria e Germania, le Autorità di quei Paesi hanno trasmesso agli inquirenti di Como i numeri di targa delle auto che trasportavano i migranti irregolari. In base agli accordi (coordinati da Eurojust) con le Autorità straniere, gli inquirenti italiani si sono impegnati:

  • acquisendo tramite rogatoria gli atti di indagine svolti dalle Autorità austriache e tedesche;
  • analizzando i traffici telefonici inerenti le utenze degli odierni indagati e dei trasportatori già arrestati i Austria, Germania ed Italia;
  • monitorando le conversazioni e comunicazioni degli odierni indagati, a ricostruire l’organigramma criminale che ha consentito di favorire l’immigrazione clandestina dall’Italia e dall’Ungheria verso Austria e Germania; a procedere nei confronti di coloro che, operando soprattutto nel territorio di Erba e di Ponte Lambro, hanno contribuito alla stessa organizzazione dei viaggi descritti nelle singole imputazioni); a risalire alle ditte e persone fisiche intestatari dei mezzi.

Le dichiarazioni rese dai trasportatori arrestati, dai migranti trasportati hanno permesso di risalire ai reclutatori degli autotrasportatori, agli organizzatori dei viaggi, ai titolari dei veicoli utilizzati per il trasporto illegale e di provarne l’illecito coinvolgimento nella agevolazione della immigrazione clandestina verso l’Austria e Germania. Le intercettazioni di comunicazioni tra gli indagati, i servizi di osservazione e pedinamento e gli accertamenti patrimoniali hanno permesso di monitorare alcuni dei trasporti illegali oggetto delle contestazioni e di accertare definitivamente che, nella maggior parte degli episodi oggetto di contestazione, gli odierni indagati hanno:

  • organizzato e realizzato i viaggi principalmente verso la Germania e l’Austria;
  • assicurato dall’Italia ed in particolare in provincia di Como la predisposizione dei mezzi necessari al trasporto;
  • reclutato gli autisti incaricati di recarsi a Budapest ovvero, in un minor numero di casi, in altre località italiane (tra cui Milano) per prelevare i migranti clandestini;
  • preso contatti, con riferimento alla maggior parte dei viaggi verso l’Austria e la Germania, con referenti ungheresi per assicurare supporto logistico ed organizzativo ai passeur (che in genere ottengono ospitalità in alberghi prestabiliti) per metterli in contatto con i siriani clandestini giunti illegalmente in Ungheria.

Le società intestatarie dei veicoli utilizzate per il trasporto illegale dei migranti in Austria e Germania sono risultate del tutto fittizie e costituite esclusivamente per organizzare ed effettuare (per fini di lucro) i viaggi dall’Ungheria e dall’Italia verso Austria, Germania e Francia. Ed invero:

  • le verifiche svolte dalla Polizia di Stato presso le sedi legali della ditte hanno consentito di acclarare che sul posto, in realtà non esisteva alcun “punto di vendita” per l’esposizione delle auto;
  • la raccolta di dati incrociati relativi alle attività delle predette ditte ha consentito di escludere che queste avessero effettuato operazioni commerciali di rilievo, fatta eccezione per qualche sporadico trasferimento di autovetture che, quasi sempre, ha riguardato il cambio di intestazione di auto tra gli odierni indagati stessi.

La Polizia di Stato sta altresì eseguendo numerose perquisizioni presso i domicili degli indagati e le sedi delle ditte individuali coinvolti nell’inchiesta.

L’evolversi di tale indagine è stato altresì costantemente seguito dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, in considerazione della natura transnazionale delle condotte contestate e dei rapporti di cooperazione giudiziaria instaurati, per il tramite di Eurojust, con le Autorità di Austria e Germania.

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