Concorso per 559 Agenti di Polizia, è rivolta in rete. L’accusa dei candidati: “test truccato come il precedente”

concorso-poliziaRoma, 31 mar – Non c’è pace per il concorso a 559 posti da Allievo Agente della Polizia di Stato. Come si ricorderà infatti, il concorso precedente tenutosi dal 4 al 6 maggio dello scorso anno venne annullato a seguito di una pdf denuncia presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma perchè, come si legge nell'”Ordine di esibizione di atti e documenti” del 16 novembre 2016, a firma del Procuratore della Repubblica, un partecipante al concorso aveva denunciato delle anomalie. In particolare il denunciante affermava che un altro partecipante era in possesso di domande e risposte del test un’ora prima che iniziasse e, a riprova di ciò, esibiva un messaggio Whatsapp ricevuto dall’amico “furbo”, che riportava le domande con relative risposte esatte, inviato quasi un’ora prima dello svolgimento del test stesso.

Dopo l’apertura dell’indagine da parte della magistratura, il Ministero dell’Interno emanò un’apposita circolare: «A seguito delle indagini da parte dell’autorità giudiziaria che evidenziano la concreta possibilità che la prova scritta del concorso in oggetto sia stata inficiata da circostanze tali da non garantire la regolarità degli esami – si legge nella circolare – il signor capo della Polizia, Direttore generale della pubblica sicurezza, al fine di salvaguardare gli interessi pubblici volti a garantire l’imparzialità delle operazioni di selezione, si è determinato a revocare il decreto di nomina della commissione esaminatrice del concorso e le operazioni della prova scritta e i relativi esiti».

Pericolo scongiurato? Niente affatto, secondo quanto apprende GrNet.it. Qual è questa volta il problema?

Per capirlo dobbiamo necessariamente fare un piccolo passo indietro: le 80 domande da somministrare ai candidati vengono estratte da un corposo “database” composto da circa 3.000 quesiti. Ebbene, questo “database” non è mai stato pubblicato ufficialmente dal ministero dell’Interno, né prima del concorso del maggio 2016 (poi annullato) né in occasione di quello successivo tenutosi pochi giorni fa.

Come abbiamo visto però, nel precedente concorso questo database non solo era in possesso di alcuni presunti “furbi”, ma – a quanto si legge nel documento del tribunale di Roma – erano indicate anche le risposte esatte.

Adesso, a pochi giorni dal nuovo concorso, un utente rimasto anonimo ha inviato ad un blog di militari il famigerato “database” che ufficialmente – lo ricordiamo – non è mai stato reso pubblico dal ministero.

Naturalmente la notizia è circolata immediatamente sul web suscitando un coro di proteste tra i candidati al posto di Agente di Polizia. Le domande che costoro si pongono sono semplici: “è lo stesso database circolato in occasione del concorso precedente? E se non è lo stesso, come mai qualcuno ne era comunque in possesso prima?”. Si perchè, dando un’occhiata a questo database, si possono scorgere appunti e sottolineature verosimilmente apposte da qualcuno che lo stava studiando.

I ragazzi che hanno partecipato al secondo concorso hanno le idee chiare: “chiederemo l’accesso agli atti e verificheremo se le domande a noi somministrate sono estrapolate dal medesimo database diffuso via web e, se così fosse – affermano – avremo la certezza che anche questo concorso presenta delle vistose anomalie”.

A complicare la faccenda però – è bene dirlo – ci sono altre questioni ancora aperte. Innanzi tutto il Siulp (il più numeroso sindacato di Polizia per aderenti), ha promosso un ricorso contro la decisione del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, di annullare il concorso del maggio 2016 perchè – ci spiega Innocente Carboni, Segretario Nazionale – “senza una sentenza della magistratura sulla vicenda, annullare il concorso del 2016 riteniamo sia stato illegittimo”. Al ricorso promosso dal Siulp hanno aderito finora 350 persone e il TAR si è riservato di decidere sul merito della questione. I tempi si prospettano lunghi anche perchè – riferisce sempre Carbone – “il processo penale scaturito dalla denuncia relativa al concorso del maggio 2016 è ancora in fase preliminare e non è dato sapere nemmeno quando si arriverà a sentenza”.

A questo punto, se il TAR si esprimesse con una sentenza favorevole ai 350 ricorrenti del ricorso promosso dal Siulp, cassando l’annullamento di Gabrielli, rientrerebbero in gioco i vincitori del concorso del maggio 2016. Quale sarebbe dunque la sorte dei giovani che hanno partecipato al concorso di pochi giorni fa che pure lamentano anomalie concorsuali?

Intanto il 5 aprile prossimo, alle ore 15, le persone coinvolte in questi fatti che ritengono aver subito un danno dallo Stato, stanno organizzando una manifestazione in Piazza Montecitorio per protestare contro queste anomalie e lottare per “la trasparenza nel mondo dei concorsi”.

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