Camorra, sequestro da 10 milioni di euro a esponente del clan Moccia

polizia-napoliNapoli, 30 mar – Ci sono anche un’area di 540 mq, un villino e tre appartamenti ad Afragola (Napoli) per complessivi 40 vani tra i beni sequestrati a Luigi Moccia, considerato ai vertici del clan camorristico Moccia, attivo nell’area nord della provincia di Napoli.

Il valore complessivo dei beni mobili e immobili, societari e finanziari nella disponibilità di Luigi Moccia, posti sotto sequestro dalla Polizia di Stato in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Napoli, ammonta a circa 10 milioni di euro, stima che, spiega il questore di Napoli Antonio De Iesu, è arrotondata “per difetto”.

Luigi Moccia viene considerato dagli inquirenti «soggetto di allarmante pericolosità sociale, sia per l’efferatezza e solidità del clan di appartenenza, sia per il ruolo apicale rivestito nell’organigramma del sodalizio, svolto con continuità anche in costanza dei periodi di carcerazione».

Attualmente Moccia risulta indagato in un procedimento penale presso il Tribunale di Roma per plurime ipotesi di delitto commesse a Roma e a Napoli negli anni 2012 e 2013.

Oltre al villino in via Rossini ad Afragola, figurano anche tre appartamenti, un garage e un altro terreno di 215 mq nello stesso comune, due terreni adibiti a coltivazione agricola ad Acerra e varie unità immobiliari distribuite su più livelli in via San Pietro ad Aram, allocati all’interno dell’Hotel San Pietro, la totalità delle quote e l’intero patrimonio aziendale della società Geni srl e vari rapporti finanziari intrattenuti presso Poste Italiane e banche di interesse nazionale materialmente radicati a Roma, Salerno e Afragola.

«Fare indagini patrimoniali non è semplice ma è fondamentale, perché per i camorristi l’unico obiettivo non è conquistare posizioni sociali, ma accumulare patrimoni e ricchezza». Ha commentato il questore di Napoli Antonio De Iesu, che ha incontrato la stampa per illustrare i particolari dell’operazione.

«Le indagini patrimoniali non sono semplici – ha aggiunto De Iesu – ma oggi per fortuna abbiamo un impianto normativo adeguato, unico in Europa, di cui andiamo fieri e che dà ai proponenti la possibilità di avanzare richieste di sequestro e confisca dei beni patrimoniali». Per il questore «togliere alle organizzazioni criminali patrimoni e ricchezza significa togliere ossigeno. È il loro ‘core business’, rischiano il carcere o di essere uccisi per accumulare ricchezze».(Adnkronos)

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