Calcio: Siulp, stadi sicuri ma non sulla pelle dei poliziotti

polizia-stadio1Roma, 7 apr – «Rendere gli stati sicuri o luoghi dove le famiglie possano trascorrere la propria domenica divertendosi è obiettivo di tutti. Quello che non può essere consentito è che ciò avvenga sulla pelle degli operatori di polizia e a discapito della sicurezza collettiva dei cittadini e del Paese».

Lo afferma, in una nota, Felice Romano Segretario Generale del Siulpin relazione alla presentazione dei lavori della task force che il ministro ha istituito ad hoc e che oggi presenterà l’esito del lavoro effettuato.

«Conosciamo tutti i professionisti che il ministro Alfano ha coinvolto in questo auspicabile e apprezzabile progetto. Tuttavia le anticipazioni fatte dagli organi di stampa circa la “morte” della tessera del tifoso e gli ultimi incidenti avvenuti ieri a Cagliari sono forieri di forte preoccupazione per gli oltre 3000 poliziotti che vengono impegnati in ogni giornata di calcio».

«Sicuramente le proposte della task force – aggiunge Romano – sono serie e frutto di esperienze che potrebbero aiutare il calcio a modificare il convincimento sempre più radicato che è foriero di scontri, violenza, xenofobia e soprattutto di aggressione al poliziotto. Ecco perché in attesa di conoscere nel dettaglio le proposte che verranno presentate oggi auspichiamo che la stessa task force e il ministro Alfano non abbiano tralasciato due aspetti fondamentali: il primo che ci siano norme che tutelino gli operatori di polizia sempre più esposti all’ira e alla violenza inaudita di gruppi di delinquenti che cercano di mimetizzarsi sotto la bandiera del tifo; il secondo è che le società sportive, soprattutto in un momento in cui si stanno chiudendo numerosi uffici di polizia, partecipino alle spese per le indennità accessorie degli operatori impiegati a garantire non solo l’evento sportivo ma anche il business delle società».

«E’ importante – conclude Romano – introdurre il principio di sussidiarietà caricando sugli organizzatori le spese accessorie e gli eventuali danni, che poi si ripercuotono sulla sicurezza collettiva, e norme che facciano comprendere concretamente che il calcio e lo stadio sono una passione e un divertimento e non il modo e il luogo dove i delinquenti possono sfogare le loro frustrazioni e il loro istinto aggressivo forti della totale immunità. Ecco, essendo stati completamente tagliati fuori da questo processo di innovazione, ci riserviamo ogni commento dopo la presentazione di questo pomeriggio».

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