Cagliari, migranti: sgominata organizzazione di trafficanti dall’Algeria

polizia-auto-560Cagliari, 6 mar – Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cagliari hanno arrestato 7 persone gravemente indiziate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso e rapina.

L’indagine è stata avviata ai primi di dicembre dopo l’ennesimo sbarco diretto dall’Algeria alle coste del sud Sardegna. In quell’occasione si verificò un furto che vide coinvolti alcuni algerini sbarcati il giorno prima nel Sulcis.

Infatti i poliziotti, coordinati dal dirigente Alfredo Fabbrocini, arrestarono gli autori del furto e denunciarono a piede libero un algerino da tempo stabile a Cagliari in quanto seppur gravemente indiziato non c’era il pericolo di fuga. Si tratta di Nabil Sadki, 30enne da oltre 10 anni residente a Cagliari, sposato con Simona Durzu, 35enne cagliaritana, entrambi finiti in manette stamani e ritenuti i capi dell’organizzazione criminale.

Gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi sono: Otman Kadimi, 18enne marocchino domiciliato ad Alghero, Mohamed Alì Khannoufi, 26enne algerino domiciliato da Capoterra, R. B., 17enne algerino, Najm Eddine Boumelit, noto come Mommo, 24enne algerino domiciliato a Cagliari, Ramzi Sadki, 24enne algerino domiciliato a Roma.

È in corso la cattura di un ottavo personaggio componente della banda tra Ancona e Senigallia. Sadki e la moglie Durzu organizzavano l’assistenza e gli sbarchi diretti dall’Algeria fornendo assistenza a pagamento ai migranti che compivano la traversata del canale di Sardegna. I due ricevevano i pagamenti a volte direttamente in contanti, altre volte con pagamenti tramite wester union in modo da fornire i documenti falsi ai loro connazionali.

Si trattava di cosiddetti C3, cioè i moduli di istanza di protezione internazionale che venivano prodotti e falsificati direttamente da Sadki e dalla Durzu, eludendo così la convenzione di Dublino. In questo modo i migranti potevano circolare liberamente sul territorio nazionale ed uscirne verso altri Paesi Ue. In altri casi venivano accompagnati direttamente attraverso la Corsica fino a Marsiglia. Il prezzo da pagare variava tra i 300 e i 400 euro a seconda del tipo di documento da falsificare.

In taluni casi la complice di Sadki era la madre che riscuoteva direttamente i soldi in Algeria mentre il fratello si era spostato su Roma per ampliare il loro business. Sadki e la Durzu si erano resi conto di avere la polizia alle calcagna perché gli uomini della seconda sezione della Mobile, coordinati da Massimo Imbimbo, avevano arrestato diversi algerini per furti, rapine e spaccio in quanto dovevano procurarsi i soldi per pagare l’organizzazione. Proprio domani Sadki sarebbe dovuto partire da Cagliari e il pm Liliana Ledda ha emesso d’urgenza i provvedimenti restrittivi.

All’operazione hanno partecipato gli uomini del Reparto aeronavale della Guardia di Finanza, coordinati dal colonnello Italo Sparviero, e gli uomini del gabinetto di polizia scientifica regionale. Si ipotizza che il traffico dell’organizzazione criminale fosse iniziato già dal 2015 in quanto sono state ritrovate ricevute della wester union verso l’Italia dalla Francia, dalla Svizzera, dall’Olanda e naturalmente dall’Algeria.(AdnKronos)

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