Blue Whale, indagine su 120 segnalazioni in Italia. I consigli della Polizia Postale ai genitori

Polizia_PostaleRoma, 31 mag – Sono 120 su tutto il territorio nazionale le indagini in corso alla Polizia Postale e delle comunicazioni per accertare la veridicità e individuare profili di responsabilità nei casi di autolesionismo da ‘Blue whale’ praticati nelle ultime settimane da giovani in varie parti d’Italia, da Milano a Ravenna, da Fiumicino a Caltanissetta, da Ancona a Pescara.

Le indagini della Postale ipotizzano il reato di ‘istigazione al suicidio’, inizialmente a carico di ignoti in attesa di risalire ai responsabili dei casi concreti.

Nel corso delle indagini, in alcuni casi gli investigatori hanno verificato che dietro alle segnalazioni c’erano soltanto falsi allarmi, un giovane è stato denunciato per procurato allarme dopo aver finto di essere giunto all’ultima prova del percorso, quella che contempla l”ordine’ di togliersi la vita.

Il ‘gioco del suicidio’, su cui aleggia ancora una certa dose di mistero per la difficoltà di risalire a mandanti e organizzatori, coinvolge i ragazzi in un perverso e pericolosissimo itinerario autodistruttivo costituito da 50 prove di ‘coraggio’, dai tagli alle mutilazioni, dalle dimostrazioni di coraggio alle iniziative più rischiose, come sporgersi da palazzi, finestre o cornicioni.

Un fenomeno diffuso dapprima all’estero e giunto in Italia negli ultimi tempi, che avrebbe già causato la morte di circa 150 ragazzi in vari Paesi europei. Anche per questo la Polizia Postale è in contatto con gli organi investigativi europei, Interpol ed Europol su tutti, per un approccio coordinato al fenomeno.

In seguito alle numerose segnalazioni giunte nell’ultimo periodo e «al fine di individuare la presenza di eventuali soggetti che si dedicano ad indurre minorenni ad atti di autolesionismo e al suicidio attraverso l’uso di canali social e app», la Polizia Postale ha diffuso online una serie di consigli per prevenire il ‘Blue Whale Challenge’. Obiettivo, «intercettare fenomeni di emulazione nei quali pericolosamente possono incorrere i più giovani in Rete in preda alle mode del momento o guidati da un’improvvida fragilità, magari condivisa con un gruppo di coetanei».

Ai genitori viene suggerito di promuovere «il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno. Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno-veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4.20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste. Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla ‘Balena Blu’ parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra ‘roba da ragazzi’, per i ragazzi sia determinante».

«Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida ‘Balena Blue’ (‘Blue-Whale’), non esitate a comunicarlo – viene raccomandato – ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo, recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a: www.commissariatodips.it, www.facebook.com/commissariatodips e www.facebook.com/unavitadasocial».(AdnKronos)

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.