Anonymous: la Polizia denuncia un 29enne italiano del gruppo

OpISISRoma, 21 gen – E’ il risultato di una complessa indagine condotta dal C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, coordinata dal Procuratore Aggiunto Giancarlo CAPALDO e dal Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE della Procura di Roma.

Il responsabile, un 29enne esperto informatico di Aosta, conosciuto all’interno del movimento Anonymous come “X” alias “wArning”, è ritenuto, tra l’altro, il fondatore del canale OpParis, il cui fine era quello di individuare profili Twitter ritenuti appartenenti all’organizzazione terroristica responsabile degli attentati in Francia.

Su un quotidiano italiano on line, lo scorso 28 dicembre, “X” aveva rilasciato un’intervista nella quale lasciava intendere di avere sventato un attentato che l’ISIS stava per portare a termine in Italia, promettendo di condividere ulteriori notizie al termine di un’asserita “attività sottocopertura” che stava conducendo in rete per individuare i membri del commando.

Una notizia che ha impazzato su tutte le testate italiane ed estere, creando un notevole allarme, proprio nel periodo delle festività natalizie.

La segnalazione, sia pure di rilievo, non ha trovato però riscontro nelle indagini in corso da parte del C.N.A.I.P.I.C. né tantomeno convergenze nelle analisi degli investigatori della Specialità sulle attuali strategie dei gruppi terroristici legati all’autoproclamato Stato Islamico.

Non è passato nemmeno inosservato il particolare per cui la rivendicazione, nonostante fosse stata a nome e per conto di Anonymous, non era stata riportata anche dal suo account riconosciuto come ufficiale @OperationItaly, caso, questo, assai singolare.

Sul profilo Twitter #@OpParisOfficial, il successivo 31 dicembre, “X” pubblicava il seguente video, nel quale veniva indicata la città di Firenze quale obiettivo dell’attacco.

All’inizio del 2016, però, Anonymous Italia si è dissociato dai comunicati e dai video effettuati da “X”, con il seguente comunicato:

Anonymous Italia

2 gennaio alle ore 19:51 ·

We Are Anonymous. In relazione a quanto apparso nei giorni scorsi sugli organi di stampa, Anonymous Italia intende sottolineare il suo disappunto e distacco totale in merito alle dichiarazioni rilasciate da un membro di nome X.

Non è stato mai il nostro modus operandi rilasciare dichiarazioni personali agli organi di stampa, avere rapporti personali e di esclusiva con testate giornalistiche, rivendicare operazioni NON VERIFICATE da tutti gli utenti hacktivisti dei vari gruppi…………….

La conferma di Anonymous chiudeva il cerchio.

Questo ha consentito agli investigatori del C.N.A.I.P.I.C., che da tempo seguivano in rete i movimenti di “X”, di intervenire, ovviamente dopo aver concluso gli ultimi accertamenti finalizzati ad escludere in maniera assoluta che la notizia potesse avere anche il sia pur minimo fondamento, evitando quindi ogni interferenza al possibile rinvenimento di tracce utili alla identificazione di pericolosi terroristi islamici.

Gli operatori del C.N.A.I.P.I.C., con il supporto del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino e della dipendente Sezione di Aosta, si sono presentati a casa di “X” martedì 19 gennaio.

All’interno della sua abitazione è stato rinvenuto numeroso materiale informatico, ora al vaglio degli investigatori.

L’analisi del materiale potrà anche chiarire se, con riferimento alla “bufala natalizia”, abbiano concorso anche altri soggetti, spinti a millantare “successi investigativi” in tema di lotta al terrorismo di matrice islamista al solo fine di attribuirsi falsi meriti per acquisire credibilità all’interno di un movimento, quale quello di Anonymous, ultimamente indebolito anche a causa delle azioni criminali compiute gratuitamente da personaggi spregiudicati e di basso profilo.

L’odierna operazione è l’ulteriore risultato del certosino lavoro svolto dagli operatori del C.N.A.I.P.I.C., costantemente impegnati nel monitoraggio della Rete e nell’analisi dei dati raccolti, non solo con finalità di protezione delle infrastrutture critiche del Paese da attacchi cibernetici condotti da singoli, organizzazioni criminali o terroristiche per i motivi più svariati, ma anche allo scopo di valutare in tempo reale la miriade di notizie, spesso infondate ed allarmistiche, che inondano ininterrottamente il mondo del web.

Uno strumento indispensabile non solo per fornire ai vertici decisionali del Paese un quadro aggiornato ed affidabile delle possibili minacce, ma anche per impedire la dispersione di preziose risorse, impiegate costantemente nel controllo del territorio e a presidio di obiettivi sensibili, a tutela della incolumità dei cittadini contro ogni forma di aggressione fisica o cibernetica.

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