Polizia, al via la Banca dati nazionale del Dna. Silp Cgil: servono specializzati

polizia-auto-560Roma, 16 feb – È entrata in funzione la Bdn-Dna, la Banca dati nazionale del Dna: l’innovativo sistema, a disposizione delle Forze di Polizia, che consente il confronto dei profili del Dna acquisiti sulle scene del crimine con quelli dei soggetti sottoposti ad un provvedimento del giudice (e indicati dalla legge 30 giugno 2009, n.85, articolo 9).

Uno strumento che «facilita, tra l’altro, le attività di contrasto della criminalità transfrontaliera e del terrorismo internazionale, secondo livelli tecnologici che assicurano la corretta identificazione genetica dei soggetti», ha sottolineato la Polizia di Stato in una nota.

«Gli standard qualitativi adottati – ha affermato inoltre il capo della Polizia Franco Gabrielli – pongono il sistema italiano all’avanguardia nello scenario europeo».

Il risultato è una banca dati che raccoglie dati sensibilissimi su cui la normativa italiana richiede rigorosi controlli di garanzia esercitati dalle autorità nazionali, quali l’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali e il Comitato nazionale per la Biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché da Accredia (Ente nazionale di accreditamento dei laboratori di prova).

La Banca dati nazionale del Dna, che è una Divisione del Servizio per il Sistema informativo interforze (Ssii), è incardinata nel Dipartimento della Pubblica sicurezza, all’interno della Direzione centrale della Polizia criminale.

Sono ora in corso le operazioni di inserimento in banca dati dei profili del Dna ottenuti dai Laboratori della Polizia scientifica e del Raggruppamento investigazioni scientifiche, i reparti specialistici, rispettivamente, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, accreditati ai sensi della norma internazionale Uni En Iso/Iec 17025, cioè secondo i requisiti tecnici richiesti per lo scambio dati in ambito forense.

Il sindacato Silp Cgil: bene la Banca Dati del Dna, ma manca personale specializzato

«L’avvio, pur con straordinario ritardo, di operatività di una banca dati per il Dna rappresenta un fondamentale strumento per la polizia giudiziaria e la magistratura. Come denunciamo da tempo, però, serve personale qualificato, anche alla luce delle garanzie che si devono osservare in relazione alla tracciabilità nella catena attinente la custodia dei reperti, operazioni che richiedono preparazione e formazione specifica in tale campo». Lo ha affermato in una nota Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil.

«A causa dei tagli alla sicurezza degli ultimi 15 anni – ha detto Tissone – abbiamo una carenza del 43 per cento, rispetto alle dotazioni previste, tra il personale che espleta attività tecnico-scientifico. In questi giorni in cui ci confrontiamo duramente col governo e col Viminale sui temi del riordino interno delle carriere e del contatto, il tema della formazione e dell’aggiornamento resta prioritario e ineludibile per il Silp Cgil».(AdnKronos)

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