Agrigento: sequestro, violenza sessuale e omicidio. Fermati 3 nigeriani sbarcati a Lampedusa

polizia-auto-palermoAgrigento,11 mag – Minacciati con i kalashnikov e costretti a stare all’interno di un edificio, chiamato ‘Casa bianca’, in attesa di partire dalla Libia per raggiungere le coste italiane. È uno dei retroscena che emergono dall’operazione che all’alba di oggi ha portato ad Agrigento all’arresto di tre nigeriani accusati di avere sequestrato, seviziato e stuprato migranti in attesa di venire in Italia.

I tre scafisti nigeriani, sbarcati a Lampedusa il 16 aprile, sono stati arrestati dalla Polizia ad Agrigento.

L’accusa nei loro confronti è di associazione per delinquere finalizzata alla tratta e al traffico di esseri umani, sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza sessuale, omicidio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In particolare, i tre sono accusati di avere stipato i migranti all’interno di una struttura vicino al mare e di averli minacciati anche con armi da fuoco.

«Li privavano di ogni loro avere e li sottoponevano ad ogni sorta di violenza e vessazione, al fine di ottenere, da parte dei loro familiari, il versamento della somma necessaria quale prezzo della liberazione», si legge nel decreto di fermo.

Secondo i magistrati che hanno coordinato l’inchiesta, gli arrestati avrebbero «svolto le mansioni di guardiani armati (con fucili mitragliatori e pistole) della struttura sita in Sabratah ed utilizzata dal sodalizio per il concentramento di centinaia di migranti che venivano privati della libertà personale e sottoposti ad ogni sorta di vessazione – sino a quando non effettuavano prestazioni lavorative e/o i loro familiari e/o amici non disponevano, in favore dell’associazione, il pagamento delle somme richieste per la liberazione e/o la traversata del Mediterraneo a bordo di imbarcazioni fatiscenti ed inadeguate che venivano stipate oltre le condizioni massime».(AdnKronos)

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