Viterbo, la Guardia di Finanza scopre frode da 25 milioni. Truffati 600 lavoratori

auto-gdf-romaViterbo, 6 mag – Scoperta, nel viterbese, una frode fiscale da 25 milioni di euro. Una complessa indagine avviata dalla Compagnia della Guardia di finanza di Civita Castellana ha portato alla individuare un sodalizio di persone, legate anche da vincoli familiari, finalizzato tra l’altro alla truffa ai danni degli istituti di credito tramite emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L’indagine ha portato a 14 richieste di rinvio a giudizio e all’individuazione di 600 lavoratori per i quali il datore di lavoro non ha provveduto a versare le ritenute Irpef.

Gli indagati si servivano di diverse società, anche “cartiere”, e di alcuni prestanome per simulare una solidità economica attraverso giri di ingenti somme di denaro a mezzo di bonifici, assegni, contanti, finanziamento soci e ottenere, così, grazie a pseudo garanzie, indebite disponibilità finanziarie ai danni di vari istituti di credito. Le somme venivano poi ripartite all’interno di una ristretta cerchia di persone e le società stesse venivano poi sistematicamente portate al fallimento.

L’articolata indagine di polizia giudiziaria ha permesso anche l’individuazione di un secondo gruppo societario strettamente collegato al primo, ma operante a Roma, che utilizzava il medesimo meccanismo fraudolento. L’esame dei conti correnti bancari da parte dei finanzieri, ha dimostrato anche in questo caso l’utilizzo spregiudicato, nei “rapporti infragruppo”, di “giroconti”, traslazioni di crediti e debiti tra le varie imprese, non giustificabili da ragioni plausibili se non da manovre ad hoc, la cui finalità era quella di occultare la complessiva situazione di insolvenza della compagine imprenditoriale, spostando, di volta in volta, la liquidità disponibile per manifestare solidità finanziaria e trarre in inganno il sistema bancario.

Una volta ricostruita la vera compagine sociale che di fatto muoveva le fila di tutta l’organizzazione, sono state imputate agli amministratori le ipotesi di reato di “bancarotta fraudolenta” e di “distruzione o occultamento di scritture e documenti contabili”. (AdnKronos)

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