Venezia, rifiuti e corruzione: la Finanza arresta tre persone

Venezia_Finanza_RifiutiVenezia, 14 mar – Rifiuti e corruzione: importante operazione del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia che, con decine di militari, dalle prime ore del mattino, sta eseguendo 3 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP di Venezia su richiesta della locale Procura.

Sono stati accompagnati in carcere Claudio Ghezzo, responsabile pro-tempore della Direzione commerciale di VERITAS s.p.a. nonché già vice presidente e consigliere delegato di ECORICICLI VERITAS s.r.l. e ECOPROGETTO VENEZIA s.r.l., e Sabrina Tonin, responsabile commerciale della PLAN-ECO s.r.l..

Agli arresti domiciliari, invece, Enzo Busato, rappresentante legale della società F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l..

Effettuato anche un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di valori per 302.500 euro che corrisponderebbero «al profitto degli episodi corruttivi individuati», spiegano le Fiamme Gialle in una nota.

Complessivamente, nell’ambito del procedimento penale, sono indagate 11 persone per i reati di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta e 3 imprese per la responsabilità amministrativa (ai sensi del D.Lgs n. 231/2001).

Le indagini, avviate nel settembre 2014, traggono origine dall’approfondimento di alcuni elementi informativi acquisiti nell’ambito di un altro procedimento penale e sono state sviluppate con l’esecuzione di indagini tecniche, perquisizioni, accertamenti finanziari e l’ascolto di persone informate sui fatti.

Secondo l’ipotesi investigativa, tra il 2009 ed il 2015, nell’area metropolitana di Venezia «i servizi d’igiene pubblica/ambientale» sarebbero stati, «abitualmente e consapevolmente, gestiti in violazione alla normativa in materia di appalti pubblici per favorire le società PLAN-ECO s.r.l. e F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l.», sottolinea la Guardia di Finanza nel comunicato.

Più in particolare, sarebbe stato accertato – spiegano sempre i finanzieri – «come Claudio Ghezzo abbia illecitamente provocato l’assegnazione diretta alla F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l. dei servizi di svuotamento dei contenitori adibiti alla raccolta differenziata di vetro, plastica e lattine e di trasporto dei rifiuti in essi contenuti».

Per giustificare l’affidamento diretto – evidenziano le Fiamme Gialle – in sede di delibera del consiglio di amministrazione della VERITAS s.p.a., nel 2014, sarebbe stato indicato che la società avrebbe utilizzato per lo scarico dei contenitori apposito gancio omologato e brevettato.

Le indagini avrebbero consentito di appurare che, in realtà, «la società non era in possesso di alcun brevetto, in quanto era stato richiesto nel 2013 e concesso nel 2016, in epoca successiva alla gara, ad altra società», spiega la Guardia di Finanza.

Inoltre, «la F.lli BUSATO AUTOTRASPORTI s.r.l. non era legittimata ad assumere il servizio per carenza dei requisiti tecnici», essendo, all’atto dell’affidamento, iscritta all’albo dei gestori ambientali per poter svolgere unicamente il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani a favore di una popolazione complessivamente inferiore a 5.000 abitanti e, pertanto, non per il Comune di Venezia.

A fronte dell’assegnazione dei servizi – sottolineano sempre gli inquirenti – la società avrebbe «erogato a Ghezzo la somma complessiva di 51.500 euro con periodicità mensile dal 2011 al 2015».

Secondo le ipotesi investigativa, inoltre, l’assegnazione alla PLAN-ECO s.r.l., per il periodo dal 2009 al 2015, dei servizi di smaltimento rifiuti in maniera diretta sarebbe avvenuta «per importi superiori alla soglia oltre la quale è previsto l’obbligo di esperire una gara ad evidenza pubblica, motivando tale scelta per ragioni d’urgenza, prolungandone poi l’affidamento con continue proroghe, nelle more dell’indizione del previsto bando di gara», evidenziano i finanzieri.

Inoltre, «sempre per favorire la predetta società», Ghezzo avrebbe «inserito nei capitolati di gara la necessità di possedere particolari requisiti tecnici, escludendo, così, dalle procedure di affidamento gran parte degli operatori economici potenzialmente interessati». Secondo gli investigatori, avrebbe inoltre comunicato «in alcuni casi, in anticipo, tramite mail o accordi diretti, a Sabrina Tonin i prezzi a base d’asta».

Per queste condotte – concludono le Fiamme Gialle – Ghezzo avrebbe «ricevuto dalla Tonin somme di denaro, commisurate sia all’importo dei singoli contratti di affidamento, che agli utili annualmente conseguiti dalla società, per una cifra complessiva superiore a 100.000 euro».

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