Truffava le assicurazioni da 12 anni: in manette avvocato di Catanzaro

finanza-assicurazioni-catanzaroCatanzaro, 13 mag – “Violentemente Investito“, questo il nome che la Guardia di Finanza ha dato all’operazione che ha smascherato una vasta truffa assicurativa.

Arrestate 16 persone, denunciate 156 persone e sequestrati due milioni di euro. Alle prime luci dell’alba di oggi è scattata la serie di arresti da parte della Guardia di Finanza di Catanzaro nei confronti dei responsabili della truffa ai danni delle assicurazioni i cui provvedimenti erano stati emessi dalla Procura del capoluogo. Dei 20 provvedimenti restrittivi complessivamente da eseguire i finanzieri hanno colto, presso i luoghi dove sapevano di trovarli, tutti i responsabili tranne uno, il più importante, l’artefice della mega truffa, ideatore, promotore e organizzatore di tutto il sodalizio per questa ideata: l’avvocato Mellea Gennaro Pierino.

Immediatamente sono scattate le ricerche volte ad individuare il soggetto resosi temporaneamente irreperibile. ricerche svolte a più ampio raggio possibile non lasciando alcuna strada da battere esclusa: quelle sul territorio catanzarese, la rete autostradale, quella aeroportuale. Proprio nei pressi dell’aeroporto lametino i finanzieri alle ore 18.oo hanno preso in custodia il Mellea. La pressione esercitata dai finanzieri nelle ricerche ha indotto, evidentemente, il professionista a più miti intenti rispetto alla fuga e la vita da clandestino. L’avvocato mellea preso in custodia e tratto in arresto è stato condotto presso la casa circondariale di Catanzaro a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il provvedimento dell’autorità giudiziaria al termine di oltre 3 anni di complesse e strutturate indagini, che le fiamme gialle hanno svolto anche tramite il ricorso ad intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che numerosissimi accertamenti bancari e patrimoniali. Sono state tratte in arresto, come detto, 16 persone tra cui due noti professionisti di Catanzarononchè il medico al quale abitudinariamente i promotori dell’associazione a delinquere si rivolgevano per il rilascio di false certificazioni mediche.

Peraltro, sempre sul versante delle misure restrittive personali, sono stati posti gli obblighi di presentazione e firma alla polizia giudiziaria a carico di altre quattro persone che rivestivano un ruolo di secondo piano.

Uno dei professionisti occupava il ruolo centrale dell’intera organizzazione criminale, costituendone l’ideatore. Un ruolo che svolgeva con il costante supporto oltre che di un fratello (procacciatore di clienti), anche di altri soggetti, parimenti tratti in arresto, alcuni dei quali addirittura collaboratori dello studio legale del professionista stesso.

Il sistema fraudolento si sviluppava attraverso l’ideazione e la messa in pratica di due differenti tipologie di truffa. L’organizzazione era solita mettere in piedi sinistri mai avvenuti, oppure per altri (realmente accaduti) aggravarne le conseguenze, in termini sia di risarcimento dei danni, che di numero di persone coinvolte. Nel primo caso il professionista ideava sin dall’origine il falso sinistro, procurando la disponibilità alla partecipazione alla truffa sia delle persone falsamente coinvolte, sia delle autovetture che dei testimoni.

Nel secondo caso, al professionista si rivolgevano persone realmente coinvolte in sinistri stradali, le quali chiedevano allo studio legale assistenza nella procedura di richiesta di risarcimento dei danni. A questi venivano procurati falsi occupanti dei mezzi coinvolti, che riportavano falsi danni fisici, il tutto testimoniato da falsi testimoni. La struttura associativa si avvaleva di talune figure che svolgevano il ruolo di veri e propri procacciatori di “affari”. Infatti, era talmente consolidato il sistema fraudolento che nella provincia era noto come il professionista in questione fosse specializzato nella truffa e ad esso era pertanto facile offrire la disponibilità di terzi soggetti ad essere indicati come coinvolti a vario titolo nei falsi sinistri a subire le conseguenze della truffa, che i finanzieri hanno potuto accertare risalire fin al 2002, sopportando la corresponsione di ingenti risarcimenti (che, solo dal 2009 al 2012 si quantificano in oltre 5 milioni di euro), anche le maggiori e più note compagnie assicurative.

Inoltre, anche il fondo di garanzia vittime della strada è stato fortemente danneggiato, dato che lo studio legale truffaldino ad esso richiedeva il risarcimento dei danni sia nel caso di mancanza della controparte del falso sinistro, sia nel caso di inesistenza della compagnia assicurativa cui richiedere il risarcimento dei danni (è il caso di pedoni indicati falsamente come essere stati “violentemente investiti” dall’automobilista che si era dato alla fuga).

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