Torino, modificavano e vendevano online ciclomotori rubati: “officina” scoperta dalla Guardia di Finanza

Moto_smontata_TorinoTorino, 1 giu – Avevano “messo in piedi” una vera e propria officina clandestina dove smontavano e modificavano scooter, motociclette, autocarri, tutti proventi di vari furti messi a segno in città e provincia per poi rivenderli su internet.

È quanto ha scoperto nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Torino che ha denunciato due italiani, M.M., torinese trentacinquenne, e D.M., casertano sessantenne, per ricettazione.

Tutto è partito quando i Finanzieri del Gruppo Torino hanno individuato, tramite un noto sito di e-commerce, alcune persone dedite a vendere abitualmente e a prezzi particolarmente vantaggiosi ciclomotori, apecar e altri mezzi da lavoro.

Le indagini hanno indotto gli inquirenti a concordare con i rivenditori un appuntamento fingendo di essere interessarti alla merce proposta. All’incontro si sono così presentati i Finanzieri a cui i due hanno tentato di vendere, per poche centinaia di euro, un’apecar, risultata poi rubata pochi giorni prima a Torino.

Le successive perquisizioni hanno portato i Baschi Verdi del Gruppo Torino in un cortile di Corso Vercelli, quartiere barriera di Milano, dove all’interno di due box era stata allestita un’officina in piena regola, totalmente abusiva.

Qui i Finanzieri hanno rinvenuto pneumatici, decine di elettroutensili, gruppi elettrogeni, saldatori, trapani, minuteria metallica tutti materiali destinati alla modifica di carrozzerie e telai nonché numerosi motori di automobili e motocicli; rinvenuti anche alcuni ciclomotori rubati in città poche settimana fa.

L’officina abusiva è stata sequestrata e per M.M. e D.M., già noti alle forze dell’ordine, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria Sabauda per concorso in ricettazione.

Ora, grazie ai precedenti annunci sui siti internet, sarà possibile per i Finanzieri individuare altri automezzi rubati, grazie anche al fatto che la tipicità del cortile con sanpietrini, tipico delle case di ringhiera torinesi, fotografato dai due indagati a far da sfondo ai mezzi venduti, faciliterà l’individuazione dei loro annunci.

Dalla Guardia di Finanza di Torino si raccomandano sul porre particolare attenzione all’acquisto di prodotti tramite siti di e-commerce ricordando che «l’incauto acquisto è sanzionato dal codice penale e prevede la pena della reclusione fino a sei mesi».

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