Stava espatriando con lingotti d’oro e mazzette di banconote: bloccato dalla Finanza

finanza-oro-sequestroTrieste, 3 feb – Continua senza sosta l’intensificazione dei controlli economici del territorio sull’intera provincia triestina che hanno portato ad eseguire un importante ed inusuale sequestro di oro e valuta estera, a riprova della necessità di rafforzare l’azione di prevenzione soprattutto presso determinati punti sensibili.

Nei giorni scorsi, militari della Compagnia di Prosecco, coordinati e diretti dal Comando Provinciale di Trieste, intercettavano e sottoponevano a controllo un complesso veicolare ormai prossimo ad imbarcarsi su una motonave con destinazione Turchia.

Sin dai primi accertamenti eseguiti sul posto, l’autista dell’autoarticolato di immatricolazione straniera mostrava segni di sofferenza, tanto da indurre i militari ad effettuare ulteriori e più approfonditi accertamenti presso la sede del Reparto, anche con l’ausilio dell’unità cinofila anti-valuta di stanza alla Compagnia di Gorizia.

Le ricerche eseguite nella cabina del mezzo permettevano di rinvenire, abilmente occultata tra gli effetti personali dell’autista, una busta al cui interno vi erano varie placchette di oro di forma irregolare, lingotti, una busta contenente scaglie del prezioso metallo nonché una moneta commemorativa di oro riportante l’effige di una caravella. Da una preliminare analisi sembrerebbe che gran parte di quanto rinvenuto derivi da fusione del metallo eseguito in maniera artigianale, certamente al fine di farne perdere l’origine e la legittima provenienza.

Gli ulteriori accertamenti, eseguiti anche grazie all’infallibile fiuto del quadrupede anti-valuta, portavano a scoprire un vano ricavato all’interno della tappezzeria della motrice del mezzo al cui interno vi erano allocate ben 11 confezioni di plastica, talune sottovuoto, tutte contenenti valuta estera in vari tagli per un complessivo importo di circa 150.000 sterline inglesi.

Cosa avrebbe alimentato il controvalore dell’oro per oltre 6,2 kg nonché il denaro che si tentava di far espatriare in valuta pregiata? E’ questo l’interrogativo a cui le indagini in corso tenteranno di dare una risposta.

Al termine delle attività il responsabile veniva deferito alla competente A.G. triestina per le ipotesi di riciclaggio, con contestuale sequestro di quanto rinvenuto, il cui controvalore ammonterebbe ad oltre 400.000 euro.

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