Sicilia GdF: lotta al lavoro nero e al narcotraffico

Finanza-ATR-42Roma, 1 mar – Due pescherecci con a bordo 18,5 tonnellate di hashish sono stati fermati dalle unità aeronavali della Guardia di Finanza a 22 miglia da Pantelleria. Le due imbarcazioni, prive di bandiera, sono state individuate dall’ATR 42MP del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare mentre erano in navigazione nel Mediterraneo Occidentale e tenute sotto osservazione fin quando, giunte a breve distanza dalle nostre coste, sono state raggiunte ed abbordate con due distinte operazioni delle unità navali d’altura di Palermo e Cagliari.

Rilevata la presenza a bordo di grossi quantitativi di droga, i finanzieri hanno condotto i pescherecci nel porto di Trapani e li hanno perquisiti rinvenendo in totale oltre 700 pesanti pacchi di hashish, quantificato in 18,5 tonnellate al termine delle lunghe operazioni di sbarco.

I 25 uomini componenti degli equipaggi dei due pescherecci sono stati arrestati in collaborazione con personale dei Comandi Provinciali di Trapani e Palermo.

La droga avrebbe reso sul mercato oltre 100 milioni di euro. Il maxisequestro si aggiunge a quelli già eseguiti nelle precedenti operazioni condotte dalle unità aeronavali d’altura del Corpo e che, nell’ultimo triennio, hanno portato al sequestro di oltre 136 tonnellate di droga (62 di hashish, 67 di marijuana e 7 di cocaina), all’individuazione ed al soccorso di 36.165 migranti, all’arresto di 323 scafisti e narcotrafficanti ed al sequestro di 300 imbarcazioni utilizzate per i traffici illeciti.

Le attività sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e dalla Procura della Repubblica di Trapani e condotte in stretta collaborazione con il Maritime Analysis and Operations Centre (MAOC) di Lisbona e la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (DCSA).

L’operazione di polizia del mare ha richiesto l’impiego di aerei della Guardia di Finanza dotati di sofisticate apparecchiature di rilevamento e delle unità navali d’altura che operano nel contesto delle attività di vigilanza aeronavale nel Canale di Sardegna e nello Stretto di Sicilia condotte dal Corpo per il monitoraggio delle rotte commerciali e la prevenzione e repressione dei traffici illeciti verso le coste italiane e comunitarie.

Maxi sequestro “per equivalente” nei confronti di un imprenditore di Augusta (SR)

gdf-siracusaIntanto, le fiamme gialle di Augusta (SR), a seguito di indagini di polizia tributaria e giudiziaria ha finalizzato il danno causato all’erario da un’organizzazione, scientemente strutturata, che catalizzava in capo ad una società inattiva di Carlentini (SR) i debiti nei confronti dell’Erario e degli Enti Previdenziali ed Assistenziali, relativi al personale ingaggiato ma che, di fatto, veniva utilizzato abusivamente da altra società operante in Augusta.

In sostanza, i finanzieri hanno accertato che la società di Carlentini era costituita per il solo fine di assumere il personale e, conseguentemente farsi carico dei relativi oneri fiscali e previdenziali, che poi, di fatto, operava alla diretta ed esclusiva subordinazione dell’altra società megarese. Non solo, in base a quanto riportato in una nota del Comando Provinciale di Siracusa, la società sottoponeva taluni dipendenti alla Cassa Integrazione Guadagni, allo scopo di eludere l’Erario e, infine, rappresentavano una pseudo crisi aziendale all’I.N.P.S. allo scopo di ottenere i benefici di legge.

E’ stata inoltre accertata anche un’evasione, sia ai fini delle imposte dirette che dell’I.V.A., per oltre cinque milioni di Euro che ha portato alla denuncia, alla competente A.G., dei due rappresentanti legali delle società.

Ed è proprio a seguito delle suddette attività di indagine svolte dai finanzieri dalla Compagnia di Augusta, che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, preso atto di quanto accertato, ha emesso tempestivamente il provvedimento di sequestro preventivo c.d. “per equivalente” di immobili, terreni, motoveicoli, conti correnti bancari quote sociali di diverse società e titoli azionari per un valore complessivo di oltre due milioni di euro, di cui euro 400 mila già immediatamente cautelati.

L’attività svolta dalle fiamme gialle aretusee è la dimostrazione del loro incessante impegno volto ed estirpare tutte le forme di illecita concorrenza che rischiano di provocare un danno irreparabile al mondo della sana imprenditoria, soprattutto in questo periodo di crisi dell’economia.

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